Benfica-Real e l'accusa di razzismo: roba da Vanzina. È il ritorno della monnezza

Vinicius accusa di razzismo Prestianni, la cui toppa è peggio del buco. Gli effetti sono quasi comici
Pippo Russo
4 min

Al centro c’è l’increscioso episodio di presunto razzismo che vede coinvolti Vinicius Junior del Real Madrid e Gianluca Prestianni del Benfica. E tutto intorno si è scatenato un circo grottesco di versioni alternative e dichiarazioni, di pubbliche prese di posizione e reazioni rabbiose, che minaccia di trascinare ancora più in basso il livello della polemica. Tutto ciò si è innescato nel momento in cui, martedì sera sul prato dell’Estadio da Luz, è stata riportata la palla al centro dopo il gol di Vinicius Junior che ha deciso la partita di andata del playoff di Champions. E lì galeotto fu il collo della maglia portato su, dall’argentino del Benfica, a coprire il labiale nel momento di rivolgersi al brasiliano dei merengue. Gesto più che sospetto, ma quanto alla colpevolezza dovrà essere l’indagine dell’Uefa a stabilire la verità.

Prestianni e l'accusa di razzismo

E intanto che il procedimento farà il suo corso, non si può che registrare molte delle cose successe dopo. Alcune fra le quali generano un certo senso di desolazione. A partire dalla versione di Prestianni. Che accusato di avere pronunciato un insulto razzista all’indirizzo di Vinicius Junior, ha provato a giustificarsi dando una versione dei fatti che ha l’effetto della pezza peggiore del buco. A suo dire, la parola rivolta all’avversario non sarebbe quella riferita all’arbitro francese François Letexier (“mono”, scimmia), bensì “marica”. Che, ci si perdoni l’uso del linguaggio esplicito, si traduce con “frocio”. Termine egualmente discriminatorio, ma che evidentemente si colloca su un gradino inferiore nella scala di gravità percepita da Prestianni. Ciò su cui ci sarebbe da obiettare. Ma andiamo oltre, perché fra le reazioni suscitate dall’episodio ce n’è una andata molto al di là degli argini. A firmarla è stato Felipe Melo, l’ex centrocampista di Fiorentina, Juventus e Inter. Che già in campo non era un modello di comportamento, ma che ieri era particolarmente gasato mentre si riprendeva, con addosso la maglia del Galatasaray, in un video postato sui social. Fra un biascico e l’altro, Felipe Melo ha affermato che bisognerebbe dar fuoco a tutti i razzisti; quindi, ha ipotizzato che la (presunta) parola razzista di Prestianni sia motivata dal fatto che la moglie dell’argentino abbia un amante di pelle nera. Sembra di essere precipitati dentro una sceneggiatura dei fratelli Vanzina. Né ha contribuito a migliorare il panorama il gesto di un altro argentino in forza al Benfica, Nicolas Otamendi, stigmatizzato in tv dall’olandese ex interista Wesley Snejider. Rivolto ancora una volta a Vinicius Junior, Otamendi ha tirato su la maglia e ha mostrato il tatuaggio sugli addominali, che celebra la vittoria della nazionale argentina ai Mondiali 2022. Campione del mondo di gnè gnè gnè. Nella tarda mattinata ha preso posizione anche il Benfica, con un comunicato ufficiale in cui si denuncia una campagna diffamatoria contro Prestianni e si ricorda che il Benfica, da Eusebio in poi, non può certo vedersi rivolgere certe accuse. Da questa versione del club ha preso le distanze l’ex benfiquista Luisão, che ha detto di provare vergogna per ciò che è successo a Vinicius. E questo è quanto. Almeno fino a ieri sera. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Champions League