Perché l'Atalanta può sognare l'impresa con il Bayern: i tre aspetti che può sfruttare Palladino, alla faccia degli algoritmi
Chiamatela impresa, se volete. O mission impossible, che ora va tanto di moda. La sostanza non cambia: l'Atalanta per superare i titani del Bayern avrà bisogno che tutto giri a suo favore. Tutto, pure la Dea bendata, appunto. Il calcio non è solo un mero esercizio statistico, non è solo una questioni di dati da comparare: se fosse così sarebbe inutile andare avanti a leggere questo articolo. L'algoritmo ha espresso il suo verdetto con l'Atalanta che avrebbe solo il 21% di possibilità di accedere ai quarti di Champions. Per fortuna a pallone ci giocano gli esseri umani e non i computer. E allora c'è speranza perché il Bayern di Kompany è forte, fortissimo. Ma imbattibile no. Lo sa perfettamente Raffaele Palladino, fresco di un'impresa che in pochi avrebbero potuto prevedere contro il Dortmund ai playoff. Provateci voi a ribaltare due gol contro il Borussia. In quel caso l'algoritmo fu anche più spietato stimando le probabilità di impresa della Dea intorno al 10%. Andò diversamente, con buona pace di ChatGpt.
Al di là di come andrà il terzo appuntamento con la Germania dell'era Palladino, l'Atalanta una notte magica come quella che vivrà stasera e tra una settimana se l'è conquistata con pieno merito. Ieri il tecnico dei bergamaschi l'ha detto: "Avremo tutta l'Italia a tifare per noi". Noi non ne saremmo così convinti ma questo è un altro discorso. Andiamo, invece, a capire i motivi per i quali l'impresa dell'Atalanta contro il Bayern è possibile. Ne abbiamo trovati tre ma, speriamo, di essercene dimenticato qualcuno.
