Perché l'Atalanta può sognare l'impresa con il Bayern: i tre aspetti che può sfruttare Palladino, alla faccia degli algoritmi

La Dea, unica rappresentante italiana rimasta in corsa nel torneo per club più prestigioso, parte sfavorita da tutti i pronostici ma ci sono alcuni assi che il tecnico del club bergamasco può sfruttare
Simone Zizzari

Chiamatela impresa, se volete. O mission impossible, che ora va tanto di moda. La sostanza non cambia: l'Atalanta per superare i titani del Bayern avrà bisogno che tutto giri a suo favore. Tutto, pure la Dea bendata, appunto. Il calcio non è solo un mero esercizio statistico, non è solo una questioni di dati da comparare: se fosse così sarebbe inutile andare avanti a leggere questo articolo. L'algoritmo ha espresso il suo verdetto con l'Atalanta che avrebbe solo il 21% di possibilità di accedere ai quarti di Champions. Per fortuna a pallone ci giocano gli esseri umani e non i computer. E allora c'è speranza perché il Bayern di Kompany è forte, fortissimo. Ma imbattibile no. Lo sa perfettamente Raffaele Palladino, fresco di un'impresa che in pochi avrebbero potuto prevedere contro il Dortmund ai playoff. Provateci voi a ribaltare due gol contro il Borussia. In quel caso l'algoritmo fu anche più spietato stimando le probabilità di impresa della Dea intorno al 10%. Andò diversamente, con buona pace di ChatGpt.  

Al di là di come andrà il terzo appuntamento con la Germania dell'era Palladino, l'Atalanta una notte magica come quella che vivrà stasera e tra una settimana se l'è conquistata con pieno merito. Ieri il tecnico dei bergamaschi l'ha detto: "Avremo tutta l'Italia a tifare per noi". Noi non ne saremmo così convinti ma questo è un altro discorso. Andiamo, invece, a capire i motivi per i quali l'impresa dell'Atalanta contro il Bayern è possibile. Ne abbiamo trovati tre ma, speriamo, di essercene dimenticato qualcuno.

 

 


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La personalità, una possibile chiave a favore di Palladino

Il primo aspetto è legato proprio alla remuntada contro il Borussia Dortmund. L'Atalanta ha dimostrato di essere una squadra matura che non molla mai e lo spirito giusto in queste partite può essere un fattore molto, molto importante. L'approccio mentale con il quale scendi in campo, gli occhi della tigre, sono aspetti che la Dea da rimonta, in grado di uscire fuori alla distanza, ha dimostrato di possedere. I famosi attributi da mostrare quando la situazione comincia a complicarsi. Personalità, quindi, rispetto ma non timore del blasone dell'avversario. Tutta roba che, quando il gioco comincia a farsi duro, può tornare utilissima. 

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L'arroganza del Bayern Monaco: perché può essere un vantaggio per l'Atalanta

Il secondo aspetto riguarda i nostri avversario: il Bayern Monaco arriverà a Bergamo con la strafottenza che aveva Golia contro Davide. Loro sono gli imbattibili, gli indomabili. E questo senso di superiorità che hai dentro (anche se non lo puoi dire) potrebbe essere uno svantaggio se la partita si mettesse male. Il Bayern è una squadra che se prende sicurezza diventa quasi insuperabile. Se invece la partita dovesse restare in equilibrio, i bavaresi potrebbero innervosirsi e l'Atalanta potrebbe approfittarne. Palladino sa perfettamente che si giocherà su 180 minuti e quindi potrebbe far sfogare Kane e compagni all'inizio, resistere e poi provare a colpire al momento giusto per abbassare drasticamente le certezze della corrazzata bavarese.

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Atalanta incerottata, ma lo spirito di squadra potrebbe essere decisivo

Lo spirito di squadra potrebbe essere il terzo fattore: dall'infermeria, purtroppo, non arrivano buone notizie. Palladino non è riuscito a recuperare nessuno degli acciaccati. Ederson si è allenato a parte, Raspadori e De Ketelaere non rientreranno nei convocati, Scalvini non ci sarà per squalifica. Ma sono i presenti che possono fare la differenza, a cominciare da Scamacca che sarà il riferimento offensivo della squadra con Samardzic e Zalewski a supporto. C'è anche la carta Sulemana da poter utilizzare a gara in corso. Quindi animo, Dea: il Bayern dei fenomeni è forte ma non ingiocabile.

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Chiamatela impresa, se volete. O mission impossible, che ora va tanto di moda. La sostanza non cambia: l'Atalanta per superare i titani del Bayern avrà bisogno che tutto giri a suo favore. Tutto, pure la Dea bendata, appunto. Il calcio non è solo un mero esercizio statistico, non è solo una questioni di dati da comparare: se fosse così sarebbe inutile andare avanti a leggere questo articolo. L'algoritmo ha espresso il suo verdetto con l'Atalanta che avrebbe solo il 21% di possibilità di accedere ai quarti di Champions. Per fortuna a pallone ci giocano gli esseri umani e non i computer. E allora c'è speranza perché il Bayern di Kompany è forte, fortissimo. Ma imbattibile no. Lo sa perfettamente Raffaele Palladino, fresco di un'impresa che in pochi avrebbero potuto prevedere contro il Dortmund ai playoff. Provateci voi a ribaltare due gol contro il Borussia. In quel caso l'algoritmo fu anche più spietato stimando le probabilità di impresa della Dea intorno al 10%. Andò diversamente, con buona pace di ChatGpt.  

Al di là di come andrà il terzo appuntamento con la Germania dell'era Palladino, l'Atalanta una notte magica come quella che vivrà stasera e tra una settimana se l'è conquistata con pieno merito. Ieri il tecnico dei bergamaschi l'ha detto: "Avremo tutta l'Italia a tifare per noi". Noi non ne saremmo così convinti ma questo è un altro discorso. Andiamo, invece, a capire i motivi per i quali l'impresa dell'Atalanta contro il Bayern è possibile. Ne abbiamo trovati tre ma, speriamo, di essercene dimenticato qualcuno.

 

 


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