Il Bodo crolla a Lisbona, social impietosi: "Inter, allora non sono così forti". E in Norvegia è bufera
Il Bodo è umano. Non solo: non è neppure imbattibile. E allora aumentano - eccome - i rimpianti dell'Inter, eliminata proprio dai norvegesi. Che, dopo aver vinto 3-0 all'andata, crollano a Lisbona sotto i colpi dello Sporting. A Lisbona finisce 5-0, i portoghesi vanno ai quarti, i norvegesi tornano a casa. E in Norvegia non la prendono bene. Si parla di "dramma sportivo", "presunzione", "umiliazione incredibile". Evidentemente a Bodo, così come a Oslo, pensavano che dopo i 3 gol dell'andata la qualificazione fosse un dettaglio o poco più. E invece no: ad affrontare la vincente di Arsenal-Bayer Leverkusen saranno, dopo 120', i giocatori dello Sporting Lisbona.
Dominio Sporting nel primo tempo dell'Alvalade
Partenza sprint quella dei lusitani, che in avvio si divorano due occasioni clamorose con Trincao. Al 34' arriva il gol di Gonçalo Inácio, che stacca più in alto di tutti e realizza la rete che restituisce fiato e speranza all'Alvalade e inizia a far vedere i fantastmi al Bodo. Difesa norvegese in bambola, forse per la prima volta in questa edizione della Champions League. Ma quando non sei abituato a livelli altissimi la pressione si fa sentire. A mille all'ora i calciatori di Rui Borges, che riescono a tenere i ritmi altissimi e ad andare vicini al raddoppio almeno in un paio di circostanze, lentissimi i norvegesi. L'unica chance degna di nota per gli ospiti arriva al minuto 42, quando Odin Bjørtuft approfitta di un bel traversone dalla bandierina di Berg e stacca di testa, colpendo incredibilmente due volte la traversa. Si va all'intervallo sul punteggio di 1-0. È solo l'inizio di una serata da incubo.
Pote raddoppia, poi Luis Suarez cala il tris su calcio di rigore
Nella ripresa, i norvegesi provano a scuotersi, con Berg e Fet che cercano di impensierire il portiere dello Sporting, ma senza particolare fortuna. E allora torna a spingere con il piede sull'acceleratore la squadra di casa, che centra il bersaglio grosso con Pote, bravo a farsi trovare pronto all'appuntamento con il gol sul cross basso di Luis Suarez. È 2-0. Il Bodo non esce più dalla sua metà campo e lo Sporting ne approfitta, assediando l'area di Haikin: al 76', Presneda crossa dalla destra e pesca il jolly, spedendo la sfera sulla mano aperta di Bjorkan. L'arbitro non vede l'episodio in presa diretta e allora la sala Var lo richiama ad un on field review, che dura pochissimi secondi: penalty per i portoghesi. Dal dischetto, Luis Suarez incrocia e non sbaglia, spiazzando Haikin. Quinto sigillo per lui in questa Champions, il 32esimo in stagione: 3-0 e pubblico in delirio. Nel finale dei tempi regolamentari, c'è tempo anche per il palo colpito da Nuno Santos, che fa tremare un Bodo sull'orlo del baratro. Necessari i supplementari per assegnare il pass per i quarti di finale di Champions League.
Il Bodo crolla ai supplementari, Sporting Lisbona ai quarti.
Dove non c'è storia. Sotto una pioggia battente, che si mischia alle lacrime dei norvegesi, Maxi Araújo di sinistro la piazza all'angolino basso. È il delirio a Lisbona, il Bodo non ne ha più. E all'ultimo secondo arriva anche la "manita" con Rafael Nel che chiude gioco, partita e qualificazione. Senza fare neppure troppa fatica. Evidentemente il Bodo non era così imbattibile.
