© Inter via Getty Images Inter, tutti pazzi per Pio Esposito: tecnica, coraggio e visione
Forse, al di là della vittoria, comunque fondamentale, la migliore notizia che l’Inter si porta dietro da Amsterdam è che, finalmente, esiste un attacco vero e completo, al di là della coppia dei titolari, Lautaro e Thuram. Nelle ultime due stagioni, infatti, era stato un dramma o quasi quando uno dei due veniva a mancare. Adesso, invece, esistono vere alternative. Pio Esposito, innanzitutto, capace di un debutto in Champions da ricordare, seppure non condito dal primo gol. E Bonny, che finora ha lanciato solo qualche segnale, ma comunque tutti confortanti. Una sensazione del genere, Inzaghi non l’aveva mai sostanzialmente assaporata. D’altra parte, per ottenere questo risultato, Chivu ci ha messo anche del suo. Pio e Bonny, infatti, possono essere considerate due sue creature. Il primo lo ha addirittura cresciuto nella Primavera nerazzurra. Il secondo se l’è trovato a Parma, dandogli subito fiducia, per poi dare il suo assenso convinto ad averlo pure nella sua Inter. L’allenatore rumeno era ed è talmente sicuro di avere una batteria di attaccanti completa da aver condiviso la rinuncia Lookman, senza prendere in considerazione un alter ego del nigeriano. Avanti con quei 4 è stato il mantra di metà estate.
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Il senso del gioco
Evidentemente, serviranno altre conferme. Ma le cose sembrano davvero funzionare. Pio ha incantato tutti contro l’Ajax. Non ha sofferto il palcoscenico, anzi si è subito calato nel clima europeo. E, in più, è diventato un punto di riferimento per la manovra della squadra, nonché il partner ideale per un Thuram già di suo scatenato. Vero che anche Lautaro è capace di ricevere il pallone spalle alla porta, per poi smistarlo, trovando spesso un compagno libero per l’affondo, sovente con illuminanti aperture su una delle due fasce. In questo senso, il gioiellino nerazzurro non ha la stessa sicurezza e confidenza, soprattutto nel passaggio lungo. Quel lavoro, però, lo fa con una fisicità superiore, tanto che per l’avversario è impossibile o quasi aggirarlo. Per di più, possedendo comunque una visione di gioco non comune per un attaccante. Insomma, Pio dà l’impressione di sapere sempre cosa fare, potendo sfruttare anche l’intuizione per l’assist. Poi è chiaro che tocca al destinatario trasformare in gol quel passaggio. Intanto, però, tra Udinese e Ajax, ha messo 3 volte un compagno davanti alla porta o quasi.
I compagni conquistati
Esposito aveva debuttato nell’Inter dei grandi al Mondiale per club, contro il River Plate. Nell’occasione, aveva mostrato le stesse doti, ma ci aveva aggiunto pure un gol. Ecco, la prodezza personale è l’unica mancanza della sua serata all’Amsterdam Arena. Ci ha provato un paio di volte, ma senza riuscire a inquadrare la porta. Probabile che, tra gli aspetti da migliorare, ci sia la rapidità nelle giocate dentro l’area di rigore. Ha vent’anni, però, e tutti i margini per crescere. Soprattutto se conserverà questa disponibilità al lavoro e al sacrificio (contro l’Ajax è stato il nerazzurro che ha corso di più), che, dopo aver già conquistato Chivu tempo fa, ha convinto pure i nuovi compagni. Chiaro che non bisognerà attendersi meraviglie ad ogni partita. Intanto, però, Esposito ha già fatto vedere di essere un giocatore vero, senza soffrire il salto dalla Serie B con lo Spezia alla Champions. Significa che adesso Lautaro sa di poter recuperare tranquillo senza fretta. E anche alla prossima sosta per le nazionali, dovesse tornare stanco, non ci saranno problemi. Tanto c’è Pio…
