Conference League, Fiorentina agli ottavi con il brivido: Fagioli e Kean salvano Vanoli ai supplementari

Dopo la vittoria per 3-0 in Polonia, i viola si fanno rimontare dallo Jagiellonia al Franchi nel ritorno dei playoff ma la spuntano dopo il 90': tutti i dettagli
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FIRENZE - Una Fiorentina masochista rischia una clamorosa eliminazione ma riesce a staccare con qualche brivido di troppo il pass per gli ottavi di Conference League. Dopo la vittoria per 3-0 ottenuta nel primo round in Polonia, la squadra di Vanoli ha infatti dilapidato tutto il vantaggio nel ritorno dei playoff al Franchi contro lo Jagiellonia che, trascinato dalla tripletta del classe 2007 Mazurek (19 anni compiuti a gennaio), ha allungato la sfida ai supplementari dove i viola sono stati salvati dalla rete di Fagioli e dall'autogol provocato da Kean (fortunatamente ininfluente poi la 'papera' di De Gea nel finale).

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Doppietta di Mazurek, Jagiellonia ancora vivo

Turnover per i viola con Lezzerini tra i pali, Fortini terzino destro dietro a Dodo nel 4-1-4-1 e Mandragora davanti alla difesa a fare le veci di Fagioli (in panchina come Kean, Gudmundsson, Ranieri e Solomon), mentre in attacco tocca a Piccoli. In avvio di match la Fiorentina sembra accontentarsi di gestire l'ampio vantaggio accumulato nel primo round, non si rende mai davvero pericolosa e si fa sorprendere al 23': uno-due tra Pululu e Mazurek che si infila tra i centrali di casa e porta avanti lo Jagellonia. Ci si aspetterebbe una reazione dai padroni di casa, che invece rischiano ancora al 44' (conclusione alta di Vital dopo un errore in presa alta di Lezzerini) e vengono puniti di nuovo prima del riposo (45+3'): altro scambio tra Pululu e Mazurek che trova il raddoppio, complice stavolta una sfortunata deviazione di Comuzzo.

Tris del baby polacco, si va ai supplementari

Il rientro negli spogliatoi della Fiorentina è accompagnato dai fischi del Franchi e al rientro in campo ci sono due novità: Lezzerini alza bandiera bianca per un problema fisico e cede il posto al titolare De Gea, mentre Harrison rileva Fortini. Passano però appena quattro minuti del secondo tempo e lo Jagiellonia colpisce ancora con una ripartenza micidiale: sponda di Pululu e altra conclusione vincente del baby polacco Mazurek, che fa tripletta e rimette la sfida in equilibrio (49') tra le vane proteste dei viola (per un possibile fallo su Piccoli a inizio azione). Vanoli decide allora di intervenire con una doppia mossa e getta nella mischia Fagioli e Solomon (fuori Mandragora e Fazzini al 62'), ma la Fiorentina non riesce a pungere all'alba dei supplementari arriva così il momento di Kean, dentro all'89' al posto di un esausto Piccoli (uscito con i crampi). È proprio il centravanti azzurro a sprecare però una ghiotta occasione nell'ultimo dei quattro minuti di recupero, calciando in curva con il destro da buona posizione.

 

 

Fagioli e Kean spingono la Fiorentina agli ottavi di Conference

I nuovi entrati non sembrano riuscire a dare la scossa alla Fiorentina: alta la punizione di Fagioli al 95', troppo centrale il destro di Kean un minuto dopo. A complicare ulteriormente i piani l'infortunio di Solomon, costretto a lasciare il posto a Gudmundsson che era pronto comunque a entrare (99'). Dopo qualche scintilla tra Dodo e Mazurek e un sinistro in curva di Ndour si va al mini-break e al cambio di campo, fino al lampo di Fagioli che all'inizio del secondo tempo supplementare riaccende il surreale clima del Franchi: respinta con i pugni del portiere e palla al limite, dove il regista la stoppa di petto e poi la spedisce di destro all'incrocio (107'). Gosens sfiora poi al 112' il colpo del ko (bella la parata di Abramowicz), che arriva in mischia sul successivo corner: coclusione di Kean che provoca l'autorete di Romanczuk e mette in cassaforte la classificazione per i viola. Nemmeno la 'papera' di De Gea, sorpreso al 118' da una conclusione di Imaz dalla lunghissima distanza, basta infatti allo Jagiellonia (in dieci nel finale dopo il rosso per proteste a Vital) per allungare la sfida ai rigori: agli ottavi di finale va la Fiorentina, che di motivi per far festa non ne ha però troppi.

 

 

 


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