Brahim Díaz rompe il silenzio: "Sto soffrendo, chiedo scusa. Spero un giorno..."
La finale di Coppa d’Africa si è trasformata in un incubo per Brahim Diaz e per tutto il Marocco. A Rabat, davanti al proprio pubblico, il sogno del trionfo si è infranto a undici metri dalla gloria, quando l’attaccante del Real Madrid ha fallito il calcio di rigore decisivo all’ultimo secondo dei tempi regolamentari. Un errore che ha spalancato la strada ai supplementari e, infine, alla vittoria del Senegal, capace di imporsi in una finale definita da molti “folle” per intensità ed emozioni. Il giorno dopo, l’attenzione e le critiche si sono concentrate proprio su Diaz. In un clima surreale, l’attaccante si è ritrovato sul banco degli imputati, simbolo di una delusione collettiva per un Marocco padrone di casa che aveva accarezzato il titolo fino all’ultimo respiro.
Le scuse di Brahim Diaz e il post social
A poche ore dal fischio finale, è arrivato il messaggio social del calciatore, ex Milan, che ha scelto parole profonde e cariche di dolore per spiegare il suo stato d’animo. In un post accompagnato da una foto insieme al presidente Florentino Pérez e alla maglia del Real Madrid, Diaz ha scritto: "La mia anima è dolorante. Ho sognato questo titolo per tutto l'amore che mi avete dato, per ogni messaggio, per ogni dimostrazione di sostegno che mi ha fatto sentire come se non fossi solo. Ho combattuto con tutto quello che avevo, con il cuore prima. Ieri ho fallito, me ne assumo la piena responsabilità, e chiedo scusa dal profondo del cuore". Parole che raccontano il peso emotivo di un errore che va oltre il campo, toccando l’identità e l’orgoglio di un popolo intero. Diaz non si è sottratto alle proprie responsabilità, ammettendo la difficoltà di rialzarsi dopo una ferita così profonda: "Sarà difficile per me rialzarmi, perché questa ferita non guarisce facilmente, ma ci proverò. Non per me, ma per il bene di tutti quelli che hanno creduto in me, e per tutti quelli che hanno sofferto con me". Il messaggio si chiude con una promessa e una dichiarazione d’amore verso il Marocco, che va oltre la sconfitta sportiva: "Continuerò ad andare avanti finché un giorno potrò ricambiarti tutto questo amore ed essere orgoglioso del popolo marocchino".