Napoli-Como, la grande sfida tra Conte e Fabregas: insieme nel 2018, oggi rivali

Maestro e allievo contro: otto anni fa vinsero il trofeo con il Chelsea
Fabio Mandarini
4 min

I tempi cambiano, eccome: Antonio Conte e Cesc Fabregas, Napoli e Como, si giocheranno al Maradona la semifinale di Coppa Italia nella sfida secca dei quarti in programma alle 21, otto anni dopo aver conquistato insieme la FA Cup, l’equivalente inglese, con il Chelsea. Oggi sono entrambi allenatori mentre all’epoca l’unico a urlare in panchina era Antonio e Cesc, quelle urla, le recepiva in campo, da calciatore. Un fior di centrocampista chic: quella finale del 19 maggio 2018 a Wembley contro lo United di Lukaku e McTominay guidato da Mourinho, lui la giocò dal primo all’ultimo minuto con la maglia numero 4 dei Blues. E alla fine alzò il trofeo: 1-0, gol di Hazard su rigore al 22’. Nel Chelsea c’era anche Morata, ora centravanti del Como allenato dal suo ex compagno, mentre Romelu e McT sono due giocatori del Napoli: Big Rom andrà in panchina, Scott in tribuna. E la sua assenza, una delle tante, simboleggia perfettamente le difficoltà e i rischi che attendono il Napoli in questa notte di coppa, uno dei due obiettivi rimasti in vita dopo la prematura uscita dalla Champions. Realisticamente il più vivo alla luce del -9 dall’Inter in Serie A. Conte e Fabregas non hanno parlato alla vigilia, o meglio Cesc s’è espresso in pillole sui canali social del club: «Ci attende una partita molto importante contro i campioni d’Italia in uno stadio imponente. Scenderemo in campo con la nostra mentalità».

Stravolti

Si scrive quarti di finale, ma per il valore e il livello raggiunti dal Como nessuno si stupirebbe se questa sfida andasse in scena in finale. E invece, no: vale la semifinale con l’Inter, andata a San Siro il 4 marzo e ritorno il 22 aprile. Stadio da definire, dipende tutto da quel che accadrà al Maradona. La squadra di Fabregas, una specie di tormento tutto pressioni alte e asfissianti e talento puro, arriva all’appuntamento fresca come una camelia del lago: il rinvio della giornata di campionato con il Milan, causa Giochi, ha permesso di riposare. Il Napoli, invece, tornerà in campo a 72 ore dalla battaglia sportiva sotto il diluvio di Marassi contro il Genoa, 101 minuti tiratissimi, in dieci dal 76’ e senza McTominay dal 45’. McT, il leader e il trascinatore, l’uomo che fa davvero la differenza come pochi in Italia, s’è fermato alla ventottesima di fila: e via nell’elenco dei grandi assenti di giornata con Anguissa, De Bruyne, Di Lorenzo, Gilmour e Neres. La vera novità? L’esordio da titolare di Giovane con Hojlund e Vergara, il più comasco dei napoletani per età e inquadramento calcistico. Fatica mai smaltita e problemi in serie contro un gruppo forte e senza pressione che fa di intensità, velocità e imprevedibilità le sue carte migliori: cliente scomodissimo. Come se non bastasse, il Napoli ha battuto il Como una sola volta negli ultimi sei confronti: poi, quattro sconfitte e il pareggio dell’andata in campionato, ancora al Maradona. Finì 0-0, Milinkovic parò un rigore a Morata. Per intenderci: rispetto a quella partita mancheranno Di Lorenzo, l’intero centrocampo schierato da Conte e Neres. Napoli stravolto. Il Como, invece, farà a meno solo di Goldaniga e Diao, ma Cesc può sfoderare il trio fantasia Jesus-Nico-Baturina e pescare tra Morata e Douvikas.

La storia

I ragazzi di Fabregas, tra l’altro, inseguono la storia: è la seconda volta che il club raggiunge i quarti di Coppa Italia e la prima, quarant’anni fa, si chiuse con il pass per la semifinale (poi fuori con la Samp). Il Napoli, invece, non centra le semifinali dal 2020-2021.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Coppa Italia