Boniek: "Roma e Juve senza paura"

Conoscitore come pochi altri del calcio europeo, il polacco analizza percorsi e insidie dei quarti di Europa League
Boniek: "Roma e Juve senza paura"© EPA
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Roberto Maida

ROMA - Ci eravamo sentiti prima di Roma-Juventus, la partita che vive con più passione. Ora però... "C’è il derby. Mi chiami per il derby? Qua già non si parla d’altro". No, stavolta parliamo del sorteggio. «La Champions è una pacchia per le italiane: se l’Inter batte il Benfica, combinazione che è comunque complicata, una di sicuro arriva in finale dopo tanti anni. Mica male». Ma parliamo soprattutto di Roma e Juventus, di nuovo. 

Zibì Boniek, il calendario in teoria sembra più agevole per la Roma.

"Non ti devo ricordare la barzelletta sulla differenza tra teoria e pratica, vero?". 
 
Lasciamo perdere. Quindi?

"In teoria è vero, perché affrontare il Manchester United in semifinale non è come trovare il Bayer Leverkusen o il Saint Gilloise. Ma inviterei tutti ad andare piano con le proiezioni. Facciamo un passo per volta. Già i quarti si annunciano impegnativi. La pratica è diversa dalla teoria". 
 
La Juventus affronta la squadra che ha appena eliminato l’Arsenal, capolista del campionato più ricco e apprezzato del mondo.

"Appunto. Ho visto lo Sporting. È la classica squadra portoghese, talentuosa e veloce. Magari ha qualche problema di finalizzazione ma batterla non è una passeggiata". 

L’allenatore, Ruben Amorim, in patria è considerato l’erede di Mourinho. È la nuova scuola portoghese.

"A me ha colpito più che altro un aspetto: Amorim pregava durante i calci di rigore all’Emirates. Se questa è la nuova scuola stiamo tranquilli (ride). Seriamente, però, lo Sporting è una squadra attrezzata e ha anche giocatori validi. Nel girone di Champions ha battuto il Tottenham". 
 
Quindi chi passa?

"Vedo la Juve favorita. Ma non di tanto. C’è partita". 


 
Anche la Roma con il Feyenoord parte davanti?

"Qui vedo ancora più equilibrio. Ma in questo caso molto dipende dalla Roma. Quale Roma vedremo? È una squadra migliorata davvero rispetto alla finale di Tirana?". 

Gli olandesi di sicuro sembrano più forti rispetto a maggio. Sono in testa al campionato (+3 sull’Ajax) e hanno preso a pallonate lo Shakhtar.

"In più vorranno prendersi una rivincita dopo la sconfitta di Conference. Detto ciò, la Roma può batterli ancora. Nel Feyenoord ci sono diversi ragazzi interessanti tra cui un nazionale polacco, Szymanski". 

Ha giocato titolare l’ottavo mondiale contro la Francia.

"È un ragazzo interessante, come Kokcu, di cui si parla tanto. Ma aggiungo una riflessione: nessun calciatore vince da solo le partite, se non si chiama Messi o Ronaldo o Benzema. Non bisogna aver paura". 
 
Mourinho avrà un consulente speciale, Gini Wijnaldum, che ha cominciato nel Feyenoord ed è nato a Rotterdam.

"Sicuramente la sua competenza non farà male alla Roma ma io spero che più di una banca dati Wijnaldum diventi un calciatore incisivo. Finora, a causa dell’infortunio, non lo è stato". 
 
Uno sguardo alla Conference: la Fiorentina affronta una squadra polacca, il Lech Poznan.

"È un’altra sfida alla pari. La Fiorentina è in crescita, è ancora in corsa su tre fronti e in Europa sta andando forte. Ma il Lech fatto 3 gol al Villarreal e ha eliminato il Bodø/Glimt. Non è un gruppo di sprovveduti. Hanno entusiasmo e gioventù a trascinarli". 

La Lazio invece non ha superato il turno.
"Non credo per snobismo. È stata un po’ sfortunata, specialmente nella partita d’andata quando avrebbe potuto segnare qualche gol in più. Sono convinto che la Lazio sia meglio dell’Az Alkmaar". 

Domani che derby sarà allora?

"Entrambe le squadre sono stanche. La Roma ovviamente ha il morale più alto per la qualificazione ottenuta a San Sebastian ma ha anche speso molte energie nervose. Dopo situazioni del genere, con due rose molto vicine per valore, è possibile che venga fuori un pareggio. Magari può accontentare tutt’e due". 


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