Ok Italia, la strada è giusta. Spalletti, vittoria che vale un tesoro

Tutta un'altra Nazionale rispetto a Skopje. Il successo sull'Ucraina rimette in corsa gli azzurri verso l'Euro24. Super Frattesi (7 presenze, 3 gol), splendida prova di Raspadori, primo tempo di stampo Napoli spallettiano, ripresa meno brillante, ma vittoria meritata e preziosa. Donnarumma, bella prova di carattere
Ok Italia, la strada è giusta. Spalletti, vittoria che vale un tesoro© LAPRESSE
3 min
Xavier Jacobelli

Rotolata sull'orlo del baratro, l'Italia dà un colpo di reni, batte l'Ucraina, torna in corsa verso l'Europeo e, soprattutto, imbocca la strada giusta per rilanciarsi. Intendiamoci, la strada che porta a Germania 2024 è ancora lunga e lastricata di ostacoli, la Nazionale non sfrutta tutte le palle-gol che crea (almeno sei nitide), eppure, questa vittoria vale un tesoro. In primis per Spalletti: se l'è meritata tutta. In tre giorni, il ct ha ribaltato la situazione che si era fatta fosca dopo la deludente prova di Skopje. A San Siro, invece, abbiamo visto tutta un'altra Italia, alla quale il ct ha cambiato i connotati, Cinque undicesimi diversi rispetto alla formazione iniziale schierata in Macedonia, Raspadori falso centravanti al posto di Immobile e fra i migliori in campo, Frattesi indemoniato (7 presenze, 3 gol), Locatelli di nuovo pimpante, Bastoni e Scalvini coppia centrale del presente e del futuro. Il primo tempo è stato di stampo Napoli spallettiano, per intenderci e la prova degli azzurri è risultata a tratti spettacolare, legittimata dall'uno-due di Frattesi, da trame di gioco rapide e ficcanti, da una pressione costante che ha messo in difficoltà l'Ucraina, ottima Nazionale sorretta da enormi motivazioni che, come sappiamo, travalicano l'ambito squisitamente sportivo. Nella ripresa, l'Italia ha rischiato di ripetere il copione macedone, quando, dopo essere passata in vantaggio era progressivamente calata alla distanza permettendo agli avversari di pareggiare. Capita l'antifona, Spalletti ha serrato i ranghi, ha iniettato nuove energie, ha resistito al ritorno dell'Ucraina, galvanizzata dalla rete di Yarmolenko e ha conquistato la sua prima vittoria da ct. Menzione particolare per Donnarumma: due interventi all'altezza della sua bravura, una significativa prova di carattere dopo l'errore di Skopje, la tempesta di critiche, la difesa non d'ufficio di Spalletti che l'ha rimandato subito in campo, lanciandogli però un messaggio forte e chiaro, quando ha parlato del talento che non deve essere tradito dalla presunzione. L'impermeabilità ai fischi di una parte di San Siro è stata una prova di maturità meritevole di essere sottolineata. Il successo sull'Ucraina può segnare lo spartiacque fra l'Italia manciniana e l'Italia spallettiana. L'ex ct è stato sconfitto per due volte di fila nelle prime due partite alla guida dell'Arabia Saudita. Il suo successore ha inanellato un pareggio e una vittoria sulla panchina dei campioni d'Europa. Ognuno è artefice del proprio destino.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti