Italia, Cambiaghi e Nicolussi Caviglia entusiasti: tra il mito Cruijff e quei prestiti in Serie A e B

La conferenza stampa dei due calciatori azzurri, entrambi alla prima convocazione con la Nazionale maggiore
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Nicolò Cambiaghi e Hans Nicolussi Caviglia sono stati convocati per la prima volta in Nazionale maggiore dal commissario tecnico Gennaro Gattuso ed entrambi hanno parlato in conferenza stampa rispondendo alle curiosità dei giornalisti.

Italia, le parole di Cambiaghi in conferenza

L'esterno del Bologna ha commentato così l'obiettivo Mondiale: "Già essere qui in questo momento è motivo di grande orgoglio. Un sogno, ma anche un punto di partenza perché è la prima convocazione. Cercherò di godermela al massimo". Il classe 2000 ha poi parlato di un suo ricordo legato proprio agli Azzurri: "Riuscimmo a trovare i biglietti e andammo a vedere la finale a Berlino nel 2006, ho ricordi un po' vaghi che resteranno sempre nel mio cuore. Era una delle mie prime partite dal vivo, porterò sempre con me quella foto con mio papà alla finale". Infine: "Quando guardo le partite analizzo sempre bene chi ricopre il mio stesso ruolo. Negli ultimi anni sicuramente Insigne e Chiesa più di tutti, mi piacciono molto. [...] Il percorso per un calciatore è molto importante. Quando sono uscito dalla Primavera dell'Atalanta avevo bisogno di fare esperienza e le stagioni che ho fatto in prestito sono state importanti, senza quei giri in Serie B e in Serie A oggi non sarei qui".

Le dichiarazioni di Nicolussi Caviglia

Nicolussi Caviglia è invece partito commentato il momento di Kean, suo compagno alla Fiorentina: "Non siamo delle macchine, ogni periodo è differente ma l'importante è dare sempre il massimo. Lo scorso anno ha fatto benissimo e quest'anno credo si confermerà, riuscirà a fare lo step decisivo". Poi, sulla convocazione: "Un grande orgoglio, arrivare da una regione così piccola (Valle d'Aosta, ndr) ed essere in Nazionale. Sono molto contento per le parole del mister, il sale della vita sono la curiosità e la volontà. Il mister ci ha messo la prima, io proverò a metterci la seconda". In conclusione, sui modelli di riferimento: "Io mi sono sempre ispirato a Cruijff per la sua visione: non solo per il calcio, è sempre stato un modello di ispirazione. In Italia abbiamo avuto il play più forte che è Andrea Pirlo e quindi perché non ispirarsi a lui. Ho imparato molto da lui".

 

 

 


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