Gattuso nettissimo: "È la partita più importante della mia carriera". E poi risponde ai giornali dell'Irlanda del Nord
INVIATA A BERGAMO - Dice che il buon umore c'è perché sono stati tre giorni "belli, con una bella atmosfera". Ma dice anche che "la pressione esiste, ho un Paese alle mie spalle e questa è la partita più importante della mia carriera da quando alleno". Con la speranza che ce ne sia un'altra, Rino Gattuso presenta così Italia - Irlanda del Nord, in programma domani sera a Bergamo. Vincere e poi sfidare in trasferta una tra Galles e Bosnia per andare al Mondiale: ecco l'imperativo degli Azzurri.
Gattuso: "Ho un paese sulle spalle"
"C'è buon umore. Sono stati tre giorni belli, bella atmosfera. Domani c'è una partita importante, sappiamo tutti cosa ci giochiamo. Giusto arrivare domani carichi e sentire la responsabilità - ammette il ct -. La partita si gioca di testa e di gambe, specialmente la partita di domani. Loro fanno poche cose ma ci credono fortemente: la buttano dentro da ogni posizione del campo, bisogna essere bravi, forti mentalmente e saper soffrire. Poi quando abbiamo la palla giocare in velocità e portare giocatori negli ultimi venti metri. Bastoni? Vediamo se riusciremo ad averlo, merito suo. Ha fatto qualcosina, oggi lo proviamo ancora. Scamacca anche ha fatto un lavoro a parte, ma bisogna rispettare a livello strumentale quello che succede". Gattuso sottolinea una cosa che lo rende orgoglioso: "C'è la voglia di questi ragazzi di mettersi a disposizione e di stringere i denti. Mi gioco tanto, sono ancora giovane e ho un Paese sulle mie spalle. Non vi nego che in questi mesi tutti i giorni mi è stato detto: 'Mister portaci al Mondiale". La pressione c'è, ma ci sono abituato da una vita. Sicuramente è la partita più importante della mia carriera". Gattuso si concede anche una battuta: "Da giocatore ero allergico, il nostro preparatore Pincella mi da qualche pillolina per dormire, altrimenti alle 4.30-5 sono come un pipistrello". Poi si emoziona ricordano l'avventura Mondiale con Lippi: "Mi emoziona sempre ricordare quello che abbiamo vissuto".
Gattuso: "Retegui rigorista"
Gattuso poi nel tecnico: "Abbiamo provato tre rigori a testa, tutti. Sappiamo che c'è la possibilità ma il nostro rigorista è Retegui (accanto a lui in conferenza, ndr). Noi non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino. Gli unici in dubbio sono Bastoni e Scamacca. Dobbiamo affrontare giocatori che avranno il veleno, è giusto che dicano che siamo in crisi, ma noi dobbiamo essere pronti. È stato uno shock non partecipare ai Mondiali per due volte, ma ora non ha senso parlare di quello che è successo. Per noi è fondamentale andare a questo campionato del Mondo". Per questo, Gattuso torna ancora oggi sui giocatori: "C'era gente che non si reggeva in piedi, gente che stava mezza e mezza. per me è già una vittoria averli qui. Ogni tanto cazzeggio con loro, sanno stare al loro posto, è tutto bello. Poi però queste cose vanno messe in campo per raccogliere quello che stiamo seminando".
Gattuso e il paragone con Sinner
Come spesso succede, al ct viene chiesto se ci sia un Sinner in questa Nazionale. Il ct è onesto: "Lo spirito di squadra. Abbiamo giocatori importanti, ma mi piacerebbe vedere il suo spirito in tutta la Nazionale". Cosa si sente di dire agli italiani? Gattuso chiosa così: "Sta a noi. Se scendiamo in campo anche nello stadio e diamo la sensazione di stare sul pezzo tutto il resto sarà una conseguenza".
