Italia, attenta alla Bosnia: stadio piccolo, squadra giovane e Dzeko. Ma l’Italia ha già vinto a Zenica
Il colpaccio a Cardiff, porta la Bosnia-Erzegovina a un passo dal grande sogno: tornare ai Mondiali di Calcio per la prima volta da Brasile 2014. Curiosamente Dzeko e compagni dovranno farlo battendo un’altra Nazionale che cerca la stessa “impresa”, l’Italia di Rino Gattuso, capace di vincere tra le mura amiche contro l’Irlanda del Nord. Nonostante fosse inserita in un’urna di sorteggio migliore per meriti acquisiti sul campo, la Nazionale azzurra si troverà a giocare la gara decisiva in trasferta. Ovviamente, lo Stadion Bilino Polje, situato a Zenica, con i suoi 15.600 spettatori, fa meno paura rispetto a quello che gli azzurri avrebbero trovato a Cardiff. Ma il clima al suo interno sarà comunque molto caldo nel tentativo di trascinare la propria nazionale alla seconda partecipazione alla fase finale di un grande torneo.
Alla scoperta della Bosnia
La nazionale bosniaca è un bell’insieme di veterani ormai al passo d’addio della loro carriera e all’ultima occasione di qualificarsi per un Mondiale e giovani che stanno rapidamente emergendo. Se da una parte vi è il solito Edin Dzeko, da oltre un decennio punta di diamante della nazionale bosniaca, dall’altra vi sono anche giovani astri nascenti come Kerim Alajbegović, attaccante diciottenne del Salisburgo, Esmir Bajraktarević, esterno ventunenne del PSV Eindhoven, e il neo convocato Nidal Čelik, difensore del sorprendente Lens. L’allenatore è Sergej Barbarevic, che è uno dei calciatori con il maggior numero di presenze in nazionale bosniaca a ha anche giocato la bellezza di 330 incontri in Bundesliga, vincendo anche il titolo di capocannoniere nel 2001. A Mostar gli è stata dedicata addirittura una strada. Dall’aprile 2024 guida la nazionale e i risultati sono stati positivi, tanto che la squadra è reduce ha perso solo un match durante la fase a gironi e ha sfiorato la qualificazione, subendo il pari di Gregoritsch, in Austria-Bosnia, ad appena 13 minuti dalla fine, rimandando il sogno mondiale ai playoff.
La maledizione dei playoff e i precedenti con l'Italia
Dalla dissoluzione della Jugoslavia, la Bosnia-Erzegovina è riuscita a qualificarsi soltanto una volta alla fase finale di una grande manifestazione internazionale, il Mondiale di Brasile 2014. Allora in un girone proibitivo i bosniaci persero contro Argentina e Nigeria, per poi battere l’Iran. A spaventare Dzeko e compagni è però la maledizione playoff. La nazionale bosniaca infatti non ha mai superato questa fase né nelle qualificazioni europee (4 eliminazioni consecutive) né in quelle mondiali (eliminazione nel 2010 contro il Portogallo). Insomma, Gattuso farà in modo che quello della Bosnia-Erzegovina resti un tabù. L’Italia ha incrociato raramente nel suo percorso la nazionale bosniaca. I precedenti sorridono agli azzurri, in vantaggio contro 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. Curiosamente la prima sfida è datata addirittura novembre 1996, con la nazionale bosniaca che si impose 2-1. Le due squadre si sono ritrovate solo nel giugno 2019 durante le qualificazioni agli Europei. Allora l’Italia si è imposta 2-1 con gol di Insigne e Verratti, per poi vincere 3-0 a Zenica. Vittoria azzurra anche nell’ultimo sfida giocata a Zenica, un 2-0 con gol di Belotti e Berardi. Precedenti che fanno ben sperare.
