Pagina 1 | Italia, condizioni estreme in Bosnia: neve, pioggia, stadio vecchio e ultrà

Ci saranno condizioni estreme al “Bilino Polje”, anche per il meteo: la Nazionale cambia il programma di viaggio in vista della finale playoff con in palio i Mondiali

Per tradurre Bilino Polje, il nome dello stadio dove martedì ci giocheremo il Mondiale, bisogna usare un po’ di fantasia: polje significa campo, bilino nulla apparentemente, ma nella sua forma femminile (bilina) vuol dire erba. Ecco, servirà anche molta fantasia per trovare un «campo d’erba» a Zenica, città di 115.134 abitanti (censiti nel 2013), capoluogo del cantone di Zenica-Doboj, a 70 chilometri da Sarajevo.

Bosna-Italia, si giocherà nel vecchio stadio di Zenica

Un impianto vecchio, con corrimano arrugginiti, gradoni in cemento smangiucchiati dal tempo e dall’usura, tribune (rettangolari sul modello inglese) che finiscono direttamente in campo. Ecco: intimidazione, una delle armi che cercherà di usare la Bosnia (che prende il nome dal fiume Bosna, dal latino Bosona che a sua volta sembra derivare dall’illirico boghi-na, “scorrente”: il Bosna scorre e attraversa anche Zenica). Lo ha detto chiaro e tondo il match winner della semifinale, Alajbegovic: «Sarà una partita ‘brutale’, lo stadio sarà infuocato». Ma c’è un altro motivo se la Federcalcio bosniaca ha deciso di usare questo impianto e non quello - ad esempio - di Sarajevo. Qui l’ex nazionale della Jugoslavia è rimasta imbattuta per 15 partite consecutive, fra il 1995 e la fine del 2006. Il Bilino Polje fu costruito, in solo 8 mesi, fra il 1971 e il 1972, anno della sua inaugurazione. Sorge fra le colline carbonifere che circondano Zenica (la città a più alto tasso di inquinamento, numerose industrie e acciaierie), palazzoni e cemento. Non è il massimo, «scordatevi il lusso degli stadio moderni, si sta scomodi» ha detto Miralem Pjanic a Sky Sport.


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Capienza ridotta dalla Fifa: 800 i biglietti per gli azzurri

Sarà una bolgia, l’impianto è fra i più rumorosi d’Europa, ma un po’ meno. La Fifa ha ridotto la capienza del Bilino Polje del 20%, i disordini contro la Romania hanno portato anche a questa sanzione. Ci saranno 8.800 spettatori, 800 i tagliandi messi a disposizione dell’Italia, 500 in vendita e 300 riservati alla Figc. Ma fra i tifosi ci saranno sicuramente esponenti del BH Fanaticos, gli ultras che seguono ovunque la Nazionale, ma anche dei Robijasi (letteralmente: detenuti). La Federcalcio, come succede sempre, ha attivato tutti i canali per la sicurezza, coinvolgendo l’Ambasciata italiana a Sarajevo. Ma forse, questa volta, ci ha messo un’attenzione in più.

Allarme maltempo, cambiano i piani di Gattuso

Da questo punto di vista non sembrano esserci allarmi specifici. Ma uno è scattato venerdì. Tanto che è stato immediatamente spedito dall’Italia un uomo di fiducia della Club Italia per andare sul posto. Perché a Zenica è caduta un bel po’ di neve nelle ultime 24 ore, la città era tutta imbiancata. Già ieri, con l’arrivo della pioggia, la situazione è un po’ migliorata, rendendo però tutto un pantano. Le temperature rigide (2 gradi), il meteo avverso (pioverà sempre) rischiano di peggiorare le cose. Soprattutto sul campo. Ecco perché l’uomo della Figc è andato a verificare di persona per poi riferire. E la situazione deve essere particolarmente critica, visto che ieri sera la Nazionale ha cambiato il proprio programma di viaggio. Un’idea che era nata già nelle prime ore della mattina, ma che è diventata realtà col passare delle ore e l’arrivo di notizie ufficiali. La Nazionale sarebbe dovuta partite in charter lunedì mattina per svolgere un allenamento al Bilino Polje, come ha fatto a Bergamo giovedì. Gattuso ha voluto questa novità. Ma è stato deciso di posticipare l’arrivo a Zenica (la Nazionale alloggerà nella stessa città della partita, mentre la Bosnia svolgerà la sua attività a Sarajevo), svolgendo la rifinitura a Coverciano la mattina, partendo alle 16.30 da Firenze e limitandosi al walk around prima di cena, così da non aggravare le condizioni del campo, già rovinato dalle condizioni meteo. Benvenuti a Zenica.


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Per tradurre Bilino Polje, il nome dello stadio dove martedì ci giocheremo il Mondiale, bisogna usare un po’ di fantasia: polje significa campo, bilino nulla apparentemente, ma nella sua forma femminile (bilina) vuol dire erba. Ecco, servirà anche molta fantasia per trovare un «campo d’erba» a Zenica, città di 115.134 abitanti (censiti nel 2013), capoluogo del cantone di Zenica-Doboj, a 70 chilometri da Sarajevo.

Bosna-Italia, si giocherà nel vecchio stadio di Zenica

Un impianto vecchio, con corrimano arrugginiti, gradoni in cemento smangiucchiati dal tempo e dall’usura, tribune (rettangolari sul modello inglese) che finiscono direttamente in campo. Ecco: intimidazione, una delle armi che cercherà di usare la Bosnia (che prende il nome dal fiume Bosna, dal latino Bosona che a sua volta sembra derivare dall’illirico boghi-na, “scorrente”: il Bosna scorre e attraversa anche Zenica). Lo ha detto chiaro e tondo il match winner della semifinale, Alajbegovic: «Sarà una partita ‘brutale’, lo stadio sarà infuocato». Ma c’è un altro motivo se la Federcalcio bosniaca ha deciso di usare questo impianto e non quello - ad esempio - di Sarajevo. Qui l’ex nazionale della Jugoslavia è rimasta imbattuta per 15 partite consecutive, fra il 1995 e la fine del 2006. Il Bilino Polje fu costruito, in solo 8 mesi, fra il 1971 e il 1972, anno della sua inaugurazione. Sorge fra le colline carbonifere che circondano Zenica (la città a più alto tasso di inquinamento, numerose industrie e acciaierie), palazzoni e cemento. Non è il massimo, «scordatevi il lusso degli stadio moderni, si sta scomodi» ha detto Miralem Pjanic a Sky Sport.


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