Italia, occhio all’arbitro Turpin: il precedente dolorosissimo e quella volta che Ranieri lo definì casalingo
INVIATO A ZENICA - Centoquarantacinque gare fra Champions, Europa e Conference League più le gare riservate alle Nazionali maggiori pesano. Se non sono un record poco ci manca. Ecco perché Collina ha affidato la partita più delicata di queste finali playoff per i Mondiali 2026 al francese Clement Turpin, alla soglia dei 44 anni e con vista sul terzo Mondiale della sua carriera (pareggerà così il numero degli Europei diretti). I due - Collina e Turpin - si sono visti di recente, appena fino a due giorni fa, in Versilia, visto che a Viareggio era in programma il seminario della Uefa per gli arbitri pre selezionai per la coppa del Mondo e il direttore di gara francese era inserito nel primo gruppo di lavoro (25-27 marzo, con lui anche Oliver e Vincic, anche loro impegnati nelle finali di domani).
Turpin da record
145 gare, quasi un record. Anzi, uno sembra sia già nelle sue mani, ovvero quello del numero di gare in Champions dirette: ben 61! Turpin è un arbitro estremamente equilibrato, empatico, poco incline ad entrare “dentro” le partite, più portato a gestirle con la sua enorme esperienza. Per dire, uno dei nomi che circolava era quello di Kovacs, che invece ha un modo di arbitrare più irruento, tanto che è possibile lasci in 10 una squadra anche al 20' del primo tempo. Al Bilino Polje evidentemente serve altro, un gestore piuttosto che un interventista.
Un arbitro casalingo
Tutto questo, però, ha la sua eccezione. L’accusa la lanciò Claudio Ranieri nel 2025, dopo Atletico Madrid-Roma, finita 3-1 per gli spagnoli: in quella partita, Turpin espulse Hummels dopo appena 11 minuti e spicci di partita per un fallo in chiara occasione da gol a 40 metri dalla porta. Il tecnico della Roma, che inizialmente aveva dato le colpe maggiori al suo giocatore, fece poi dietrofront, accusando l’arbitro di aver forzato un po’ la mano, definendolo un “casalingo” e portando a supporto una serie di statistiche.
