De Laurentiis durissimo sul calcio italiano: "Tutti dormono, con Malagò si risalirebbe in due anni"
"Trovare capri espiatori non serve a nulla. Nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente e che nulla si sposta, perchè non spostando nulla tutti vivacchiano. Io non sono uno che ama vivacchiare, ma che ha una posizione per gli altri scomoda". Aurelio De Laurentiis si è sfogato, intervenuto radiofonicamente nel corso della trasmissione Un caffè con Chiariello su Radio CRC, all'indomani dall'eliminazione dell'Italia nella finale dei playoff contro la Bosnia.
"Con Malagò in un biennio saremmo forti"
De Laurentiis ha una soluzione chiara in testa su cosa fare dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali: "Le mie idee sono chiare da dieci anni. Mi viene solo da sorridere, perché a Napoli abbiamo una bellissima espressione: a pazziell 'mman e criatur (il giocattolo in mano ai bambini, ndr). Bisogna azzerare tutto e ripartire da domattina, se Malagò se ne interessasse in un biennio saremmo forti nuovamente". Il presidente del Napoli spinge così per l'ex presidente del CONI a capo della FIGC, anche se Gravina non ha parlato di dimissioni. "Non c'è bisogno che ne parli bene, è un amico di famiglia. Uno come Malagò è abituato a fare sempre il meglio, è un grande professionista e l'ha dimostrato nel mondo dello sport. Noi sappiamo cosa non funziona, magari a Malagò non interesserà ma lo conosco, è dotato di umiltà, non ha bisogno di un punto di arrivo".
De Laurentiis: "Serie A a sedici squadre, più spazio alla Nazionale"
"Bisogna poter dire: si gioca troppo, sono troppe 20 squadre, dobbiamo essere 16". Questo il suggerimento di De Laurentiis circa la Serie A e il rapporto con la Nazionale: "Dobbiamo dargli due mesi di tempo per allenarsi come si deve. Io i giocatori li metto a dispozione, se mi rimborsi parte consistente di quello che investiamo nel calciatore stesso e se mi fai un'assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio che divido per le giornate che mi mancano e vengono rimborsate. Non possiamo giocare con i soldi degli altri".