Alajbegovic e quel precedente “doloroso” di Ibrahimovic
La stella bosniaca e il fuoriclasse svedese sono legati da un particolare che li avvicina moltissimo
ROMA - Ci sono ferite che il calcio non rimargina, ma che il mercato, a volte, prova a trasformare in opportunità. È una storia che profuma di déjà-vu quella che oggi lega Kerim Alajbegovic alla Roma. Perché quello che i giallorossi stanno tentando di costruire ricorda da vicino un colpo diventato iconico: l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic alla Juventus nell’estate del 2004. Allora, come oggi, c’era un talento straniero capace di lasciare il segno contro l’Italia. E non in una partita qualsiasi. Il 18 giugno 2004, a Lisbona, Ibrahimovic firmò uno dei gol più beffardi e spettacolari della storia recente azzurra: un colpo di tacco all’85’, una traiettoria impossibile che fissò l’1-1 tra Svezia e Italia e spalancò le porte all’eliminazione degli Azzurri dall’Europeo. Una ferita resa ancora più profonda dal famigerato “biscotto” tra Svezia e Danimarca. Sembrava il classico nemico sportivo destinato a restare tale. E invece, poche settimane dopo, la Juventus ribaltò la prospettiva: 16 milioni di euro per strapparlo all’Ajax e portarlo in Serie A. Un’intuizione trasformare chi ha fatto male in un’arma a proprio favore. Un colpo che lasciò dietro anche la Roma, costretta a virare su Mido, scelta che il campo avrebbe poi bocciato senza appello. Oggi il copione sembra ripetersi. Perché Alajbegovic, proprio come Ibrahimović allora, è stato protagonista nella notte più amara per l’Italia recente, contribuendo alla mancata qualificazione al Mondiale. E proprio come accadde nel 2004, il suo nome è diventato improvvisamente rovente sul mercato internazionale.
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