Roma, retroscena Alajbegovic: come può arrivare dal Leverkusen. Costi, piano di Massara e ruolo di Pjanic
Attenti a quel nome, perché fa ancora male ma potrebbe presto diventare dolcissimo. Kerim Alajbegovic è il rimpianto azzurro che brucia, il talento che ha contribuito a spegnere i sogni Mondiale dell’Italia e che ora accende quelli della Roma. Un destino che si incrocia tra rimorsi e opportunità, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Diciotto anni, personalità da veterano e giocate che non tremano sotto pressione. Il gioiello bosniaco non è certo una sorpresa dell’ultima ora: Massara lo segue da mesi, lo osserva, lo studia, lo immagina dentro un progetto che guarda lontano. Le sue prestazioni tra Galles e Italia sono state un manifesto: assist per Dzeko, rigore decisivo, leadership già importante nella prima sfida a Cardiff, poi altri 74 minuti di qualità contro gli azzurri e ancora freddezza dal dischetto prima dell’errore di Cristante in un filo invisibile che, chissà, potrebbe un giorno portare Alajbegovic dalle parti di Trigoria.
Pjanic è il suo sponsor
E qui entra in scena uno sponsor d’eccezione. Perché quando a parlare è Miralem Pjanic, certe parole hanno un peso diverso. L’ex regista giallorosso ha raccontato al ragazzo cosa significa vivere Roma, cosa vuol dire indossare quella maglia, respirare quell’ambiente. Risultato? Sensazioni positive, molto più di semplici impressioni. In Bosnia già si sussurra di una trattativa calda, addirittura vicina alla chiusura. Ma la realtà, come sempre, è più complessa.
