Pagina 2 | Roma, retroscena Alajbegovic: come può arrivare dal Leverkusen. Costi, piano di Massara e ruolo di Pjanic

Il club vuole anticipare la concorrenza per il talento della Bosnia. Il Bayer lo ha riscattato: pronta l’asta

Attenti a quel nome, perché fa ancora male ma potrebbe presto diventare dolcissimo. Kerim Alajbegovic è il rimpianto azzurro che brucia, il talento che ha contribuito a spegnere i sogni Mondiale dell’Italia e che ora accende quelli della Roma. Un destino che si incrocia tra rimorsi e opportunità, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Diciotto anni, personalità da veterano e giocate che non tremano sotto pressione. Il gioiello bosniaco non è certo una sorpresa dell’ultima ora: Massara lo segue da mesi, lo osserva, lo studia, lo immagina dentro un progetto che guarda lontano. Le sue prestazioni tra Galles e Italia sono state un manifesto: assist per Dzeko, rigore decisivo, leadership già importante nella prima sfida a Cardiff, poi altri 74 minuti di qualità contro gli azzurri e ancora freddezza dal dischetto prima dell’errore di Cristante in un filo invisibile che, chissà, potrebbe un giorno portare Alajbegovic dalle parti di Trigoria.

Pjanic è il suo sponsor

E qui entra in scena uno sponsor d’eccezione. Perché quando a parlare è Miralem Pjanic, certe parole hanno un peso diverso. L’ex regista giallorosso ha raccontato al ragazzo cosa significa vivere Roma, cosa vuol dire indossare quella maglia, respirare quell’ambiente. Risultato? Sensazioni positive, molto più di semplici impressioni. In Bosnia già si sussurra di una trattativa calda, addirittura vicina alla chiusura. Ma la realtà, come sempre, è più complessa.

 


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La strategia del Bayer

Perché nel frattempo si è mosso il Bayer Leverkusen. E lo ha fatto con decisione. Cresciuto a Colonia, dopo la trafila nel settore giovanile, Alajbegovic era stato ceduto la scorsa estate al Salisburgo per due milioni. Poi il controriscatto, fissato a otto milioni, esercitato meno di una settimana fa dai tedeschi senza esitazioni. Un’operazione che sa tanto di investimento strategico: riportarlo a casa per poi scatenare un’asta internazionale dopo il Mondiale. Una plusvalenza pronta a esplodere per un club che, dopo stagioni nella parte alta della classifica, adesso è costretto a fare i conti con una crisi che l’ha portato al sesto posto in Budesliga e poche chance di risalire la china.

Il nuovo diamante

E qui la Roma prova a inserirsi. Anticipare i tempi, evitare l’effetto domino, bruciare la concorrenza. Il prezzo? Già salito: servono almeno 18-20 milioni per convincere il Bayer. Ma il talento, quello, sembra garantire. Ala pura, ambidestro, rapido, feroce nell’uno contro uno, capace di attaccare l’area con una naturalezza rara. Undici gol e tre assist nella sua prima stagione tra i grandi: numeri che pesano, numeri che raccontano. Gasperini osserva, valuta, immagina. La Roma cerca giovani, cerca fame, cerca futuro. E Alajbegovic sembra incarnare tutto questo: un diamante ancora da levigare, ma già brillante. Un profilo che intriga, che accende, che divide tra prudenza ed entusiasmo. Da incubo azzurro a possibile sogno giallorosso: il calcio, in fondo, vive anche di queste storie. E quella di Kerim Alajbegovic è appena cominciata.

 


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La strategia del Bayer

Perché nel frattempo si è mosso il Bayer Leverkusen. E lo ha fatto con decisione. Cresciuto a Colonia, dopo la trafila nel settore giovanile, Alajbegovic era stato ceduto la scorsa estate al Salisburgo per due milioni. Poi il controriscatto, fissato a otto milioni, esercitato meno di una settimana fa dai tedeschi senza esitazioni. Un’operazione che sa tanto di investimento strategico: riportarlo a casa per poi scatenare un’asta internazionale dopo il Mondiale. Una plusvalenza pronta a esplodere per un club che, dopo stagioni nella parte alta della classifica, adesso è costretto a fare i conti con una crisi che l’ha portato al sesto posto in Budesliga e poche chance di risalire la china.

Il nuovo diamante

E qui la Roma prova a inserirsi. Anticipare i tempi, evitare l’effetto domino, bruciare la concorrenza. Il prezzo? Già salito: servono almeno 18-20 milioni per convincere il Bayer. Ma il talento, quello, sembra garantire. Ala pura, ambidestro, rapido, feroce nell’uno contro uno, capace di attaccare l’area con una naturalezza rara. Undici gol e tre assist nella sua prima stagione tra i grandi: numeri che pesano, numeri che raccontano. Gasperini osserva, valuta, immagina. La Roma cerca giovani, cerca fame, cerca futuro. E Alajbegovic sembra incarnare tutto questo: un diamante ancora da levigare, ma già brillante. Un profilo che intriga, che accende, che divide tra prudenza ed entusiasmo. Da incubo azzurro a possibile sogno giallorosso: il calcio, in fondo, vive anche di queste storie. E quella di Kerim Alajbegovic è appena cominciata.

 


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