Gravina risponde alla bufera sugli "sport dilettantistici": cosa ha detto l'ex presidente dopo le dimissioni
Dopo la seconda esclusione dal Mondiale è arrivata l'inevitabile notizia: Gabriele Gravina si è dimesso, non è più il presidente della Figc. Termina così, dopo 8 anni di presidenza, la sua gestione, iniziata con il trionfo all'Europeo e chiusa con il disastro contro la Bosnia e una marea di polemiche per le sue dichiarazioni. Non accenna a fermarsi, infatti, la bufera causata da una delle sue frasi più controverse: "Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sport sono sport dilettantistici".
"Gli altri sono dilettanti": la bufera dopo le parole di Gravina
Questa dichiarazione, rilasciata durante la conferenza stampa dopo la sfida contro la Bosnia in risposta alle numerose vittorie degli altri sport azzurri, ha scatenato una bufera, portando all'intervento di numerosi sportivi con frasi dure contro l'ormai ex presidente Figc: dalle medaglie di Arianna Fontana alla frase ironica di Gimbo Tamberi. Una situazione che ha portato Gravina ad un necessario chiarimento, condiviso proprio nel comunicato ufficiale con cui la Figc ha annunciato le sue dimissioni.
Gravina, la risposta alle polemiche degli sportivi
Nella nota si legge che Gabriele Gravina si è detto "rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici", parole che "non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)". Così l'ormai ex presidente cerca in qualche modo di spegnere le polemiche prima del suo addio.