Ventura: "Il prossimo ct è l'ultimo dei problemi. L'importante è che..."

L'ex commissario tecnico ha parlato del momento della Nazionale e delle condizioni in cui dovrà lavorare il successore di Gattuso
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Italia, tra presente e futuro. Dopo gli addii di Gravina, Buffon e Gattuso, cresce l'attesa per l'elezione del nuovo presidente della Federcalcio e per la nomina del commissario tecnico. Tra gli ex ct, invece, c'è Gian Piero Ventura, che ha detto la sua sul momento del movimento calcio italiano e sulla ripartenza della Nazionale.

Italia, Ventura: "Il prossimo ct è l'ultimo dei problemi"

"Credo che il nome del prossimo ct sia l'ultimo dei problemi", parola di Gian Piero Ventura. Ospite della trasmissione "Radio Anch'io Sport", sulle frequenze di Rai Radio 1, l'ex Torino ha parlato delle problematiche a cui potrebbe andare incontro il prossimo ct azzurro: "Se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà. Nel 2006 c'era una generazione di fenomeni, che oggi c'è. Bisogna prima creare i presupposti affinché un commissario tecnico possa incidere radicalmente", ha sottolineato. 

Ventura sul ruolo di ct: "Di certo non mi riprenderei quell'incarico"

Il passato, del resto, insegna. Ne sa qualcosa Gian Piero Ventura, protagonista della triste serata di San Siro contro la Svezia nel 2017: "Noi fummo eliminati da una squadra che poi arrivò quinta al Mondiale, ma subii attacchi personali, bisognava trovare un capro espiatorio - ha dichiarato l'ex ct -. Fu una violenza in alcuni casi anche gratuita, ma ormai fa parte del passato. Di certo non mi riprenderei quell'incarico. Non c'erano i presupposti allora, non ci sono oggi. Chiunque siederà sulla panchina azzurra, incontrerà difficoltà oggettive".

Il consiglio di Ventura a Gattuso

Dopo Gravina e Buffon, anche Gennaro Gattuso ha risolto il proprio contratto con la Federcalcio, assumendosi le responsabilità della debacle azzurra in Bosnia. Ventura sa come ci si sente in queste circostanze: "Un consiglio a Gattuso? È chiaro che sarà dispiaciuto, ti senti responsabile per non aver raggiunto l'obiettivo. L'importante è che sappia di aver fatto il massimo. Deve ripartire col suo lavoro, con la convinzione che quello con la Nazionale è stato un brutto incidente di percorso ma che può accadere nel calcio".

 


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