Pagina 3 | "Candidati vecchi, tutto resta sempre lo stesso, un disastro". Il fallimento dell'Italia arriva fino in America: "Come un Titanic affondato tre volte"
"Manovre di dirigenti anziani che sistemano le sedie del Titanic affondato tre volte"
Il dopo Gravina è un’incognita: c’è chi vorrebbe una rivoluzione totale, chi, come Allegri pensa che non tutto nel calcio italiano debba essere buttato via. Al momento, però, qualsiasi senso di continuità è, comprensibilmente, impopolare, “e la vista dello stesso gruppo di dirigenti dai capelli bianchi nei completi Armani ai vertici della FIGC difficilmente incontrerà il favore dell'opinione pubblica italiana, che guarda al sistema attuale e lo considera irrimediabilmente compromesso. Pertanto, le manovre politiche per posizionare uno di loro in una posizione di leadership sembrano opera di sommozzatori che riorganizzano le sedie a sdraio sul Titanic, affondato tre volte”.
La folle ipotesi Guardiola bocciata senza appello: "Non ci sarebbero i soldi"
Il sentimento anti-establishment è fortissimo ma l’ipotesi buttata lì senza ragionamenti di Pep Guardiola come ct azzurro è facilmente smontata dal New York Times: “Si sente dire: ‘Se un italiano può allenare il Brasile, perché un catalano non può allenare l'Italia?’ Ma la verità è che il costo è fuori portata e la FIGC non può permettersi un tecnico come Guardiola. Quindi è un'ipotesi remota, praticamente impossibile. Molto più concrete le piste che porterebbero a Conte o Roberto Mancini ma qualsiasi ipotesi potrà diventare credibile solo con l'avvicinarsi delle elezioni per il nuovo presidente della FIGC a giugno. Detto questo è improbabile che una sola persona, anche un allenatore che ha segnato un'intera generazione, possa bastare da sola a riformare un intero sistema. L’Italia è la terra di Giacomo Leopardi e Leonardo Sciascia, è il paese dove si apportano cambiamenti affinché le cose restino le stesse. Il calcio italiano si sta riformando, almeno a livello di immagine, da 16 anni. Anche se non si direbbe”.