Pio Esposito show, solo Meazza e Rivera con gli stessi numeri in Nazionale

Il centravanti del futuro è già nella scia dei più grandi azzurri
Fabrizio Patania
4 min

La ricchezza dell’Inter, l’età di Pio e la possibilità di alternare le stelle tra campionato e Champions, permetteranno a Chivu di non mettere in discussione la titolarità del tandem formato da Lautaro e Thuram nella prossima stagione. Il futuro commissario tecnico della Nazionale, invece, ripartirà da Esposito. Appuntamento a fine settembre con la Nations. Metti un centravanti, con Donnarumma in porta, e hai disegnato un bel pezzo di formazione. La semplicità del calcio messa in pratica dalla Giovane Italia. Sono passati da due mesi dai playoff in Bosnia. Retegui (frattura) e Kean (caviglia) hanno chiuso la stagione ai box. Pio continua a volare. Dopo lo scudetto e la Coppa Italia con l’Inter, l’encomio di Baldini. «Si è messo a disposizione con umiltà, avevo già visto con quale intensità si stava allenando a Coverciano - ha raccontato il ct ad interim nella notte di Lussemburgo - Uno che ha appena vinto lo scudetto, arriva e ringrazia i compagni per come è stato accettato dal gruppo, ti colpisce. Guardo i valori morali, non solo tecnici. A settembre non lo avrò con l’Under 21, ma è giusto così. L’Italia non deve perderlo. Vi dico un’altra cosa. Ha intelligenza. Pio è abituato a venire incontro alla palla, nel primo tempo faticavamo a tirare. Gli ho chiesto di andare in profondità e ha cominciato subito a farlo. Abbiamo guadagnato l’angolo ed è arrivato il gol». 

Numeri

Si tratta del quarto centro in 8 presenze. Uno ogni 95 minuti. Esposito è entrato nella scia dei grandi della storia azzurra. Medie da record. Pio è solo il terzo giocatore a realizzare più di tre gol in Nazionale maggiore prima di compiere 21 anni dopo due mostri sacri come Meazza (11 reti) e Rivera (5). Predestinato si direbbe. Gattuso, va riconosciuto, ha avuto il merito di non perdere tempo e anticipare il suo ingresso in Nazionale, sfilandolo all’Under 21 nello scorso settembre, quando era entrato al posto di Spalletti e sperava di qualificarsi al Mondiale. Anzi, subito dopo la notte di Zenica, il nuovo tecnico della Lazio non si dava pace per quel colpo di testa, sventato da Vasilj, al tramonto dei supplementari: cross di Palestra, colpo di testa di Pio, prodezza del portiere della Bosnia. Al minuto 118, l’ex ct rivide i fantasmi della finale di Champions tra Milan e Liverpool (da 3-0 a 3-3 e il ko ai rigori), quando Dudek cancellò sulla linea di porta il match-point fallito da Shevchenko.

 

Ascesa

Non si può discutere Esposito, l’ex ct è stato criticato per aver sostituito troppo presto Kean, esausto e con la tibia dolorante. Il cammino di Pio negli ultimi dodici mesi è stato esaltante anche in azzurro, ma doveva cancellare il rigore sbagliato a Zenica. Il debutto nel finale a Bergamo (5 settembre, Italia-Estonia 5-0), il primo gol a Tallinn un mese dopo (Estonia-Italia 1-3) dopo aver preso il posto di Moise, il secondo a Chisinau (Moldavia-Italia 0-2) entrando di nuovo dalla panchina, il terzo a San Siro nell’impossibile confronto con la Norvegia (1-4). Esposito ci ha portato a un centimetro dal Mondiale, mancando il 2-1 che avrebbe fatto diventare Gattuso un eroe. Ha ricominciato a segnare in Lussemburgo. Se lo godranno Mancini (favorito) o Conte dopo l’estate. Un dato è certo: il dibattito di Coverciano sul centravanti è finito. Qualsiasi tecnico dovesse essere scelto dal nuovo presidente, l’Italia ripartirà da Pio.

 


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