Da Amelia a Baroni e Fiore, l'appello degli ex azzurri per una nuova Italia: "Mancini o Conte? Non bastano le persone ma..."

Le parole sulla sitazione del calcio italiano a margine del Fip Silver Mediolanum Padel Cup a Palermo: ecco cosa ha detto

Nei prossimi giorni si deciderà il futuro della Federcalcio italiana, e di conseguenza della Nazionale. Il 22 giugno ci saranno le elezioni per il nuovo presidente della Figc, che sarà poi chiamato a dare il via al nuovo corso degli Azzurri, che deve necessariamente portare a una rivoluzione. Gli ultimi tre Mondiali saltati sono un risultato indecente per la storia calcistica del nostra Paese e serve una svolta. Dopo le dimissioni di Gattuso, i nomi circolati sono parecchi, ma le direzioni sembrano convergere verso Roberto Mancini. L'ex Nazionale Barone ha commentato così un eventuale ritorno del marchigiano in panchina: "Per quanto riguarda i nomi che circolano sia Mancini sia Conte sono allenatori di altissimo livello", ha affermato a margine del Fip Silver Mediolanum Padel Cup a Palermo. "Hanno già guidato la Nazionale, conoscono perfettamente quelle dinamiche e sono uomini di calcio. La cosa più importante è scegliere persone che abbiano ancora entusiasmo, passione e motivazioni forti per affrontare un percorso che non si esaurirà in pochi mesi, ma che dovrà portare risultati nel prossimo biennio e guardare anche ai prossimi quattro anni".

 

 

Barone: "Baldini ha fatto molto bene. Mondiale? Te ne rendi conto solo con il tempo"

Mancini che nel frattempo ha risolto il contratto con l'Al Sadd ed è libero per tornare a Coverciano. Barone ha voluto anche elogiare il lavoro fatto da Baldini in questo periodo ad interim: "Credo che abbia fatto molto bene in queste amichevoli. Ha portato gran parte del gruppo Under 21, ad eccezione di alcuni ragazzi che avevano già avuto esperienze in Nazionale maggiore come Pio Esposito, Pisilli o Donnarumma. È stata una bella opportunità di crescita per loro e anche un modo per capire quanto sia speciale indossare la maglia azzurra". Tornando sulla vittoria del Mondiale nel 2006: "Vent'anni sono tanti e col passare del tempo ti rendi davvero conto di ciò che hai fatto e di quanto sia difficile vincere un Mondiale. Lo capisci ancora di più oggi, vedendo che l'Italia ha saltato le ultime tre edizioni. È qualcosa che fa male a tutti". Sui problemi del calcio italiano: "Serve più coraggio quando i ragazzi crescono. Bisogna dare spazio ai giovani italiani, farli giocare, lasciarli sbagliare e migliorare. Solo così potremo tornare dove l'Italia merita di stare, anche se servirà tempo perché il divario accumulato è importante".


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Fiore: "Mancini o Conte? Un bravo allenatore non basta"

Sull'argomento ct è intervenuto anche Stefano Fiore: "Che sia Mancini o Conte o lo stesso Baldini, parliamo di allenatori di una certa caratura. Però sappiamo bene che non bastano le persone, bisogna sedersi attorno a un tavolo e cambiare tante cose. Quali? Abbiamo già visto che un bravo allenatore non basta se poi non si interviene sugli aspetti basilari, potremmo magari anche qualificarci per un Mondiale, ma non torneremmo sicuramente a essere dominanti o comunque molto competitivi come siamo sempre stati, quindi va bene scegliere figure professionali di assoluta capacità, però le cose sulle quali intervenire sono tante e speriamo lo si faccia in tempo e in fretta perché altrimenti rischiamo di rimanere indietro".

 

 

Le parole di Amelia

A margine dello stesso evento, ha parlato anche un altro campione del mondo, Marco Amelia: "I ragazzi che escono dalla Primavera devono avere la possibilità di allenarsi stabilmente con le prime squadre facile. Non parlo necessariamente di giocare subito, ma di confrontarsi ogni giorno con chi è già ad alti livelli. È così che si colma il divario".

 

 


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Nei prossimi giorni si deciderà il futuro della Federcalcio italiana, e di conseguenza della Nazionale. Il 22 giugno ci saranno le elezioni per il nuovo presidente della Figc, che sarà poi chiamato a dare il via al nuovo corso degli Azzurri, che deve necessariamente portare a una rivoluzione. Gli ultimi tre Mondiali saltati sono un risultato indecente per la storia calcistica del nostra Paese e serve una svolta. Dopo le dimissioni di Gattuso, i nomi circolati sono parecchi, ma le direzioni sembrano convergere verso Roberto Mancini. L'ex Nazionale Barone ha commentato così un eventuale ritorno del marchigiano in panchina: "Per quanto riguarda i nomi che circolano sia Mancini sia Conte sono allenatori di altissimo livello", ha affermato a margine del Fip Silver Mediolanum Padel Cup a Palermo. "Hanno già guidato la Nazionale, conoscono perfettamente quelle dinamiche e sono uomini di calcio. La cosa più importante è scegliere persone che abbiano ancora entusiasmo, passione e motivazioni forti per affrontare un percorso che non si esaurirà in pochi mesi, ma che dovrà portare risultati nel prossimo biennio e guardare anche ai prossimi quattro anni".

 

 

Barone: "Baldini ha fatto molto bene. Mondiale? Te ne rendi conto solo con il tempo"

Mancini che nel frattempo ha risolto il contratto con l'Al Sadd ed è libero per tornare a Coverciano. Barone ha voluto anche elogiare il lavoro fatto da Baldini in questo periodo ad interim: "Credo che abbia fatto molto bene in queste amichevoli. Ha portato gran parte del gruppo Under 21, ad eccezione di alcuni ragazzi che avevano già avuto esperienze in Nazionale maggiore come Pio Esposito, Pisilli o Donnarumma. È stata una bella opportunità di crescita per loro e anche un modo per capire quanto sia speciale indossare la maglia azzurra". Tornando sulla vittoria del Mondiale nel 2006: "Vent'anni sono tanti e col passare del tempo ti rendi davvero conto di ciò che hai fatto e di quanto sia difficile vincere un Mondiale. Lo capisci ancora di più oggi, vedendo che l'Italia ha saltato le ultime tre edizioni. È qualcosa che fa male a tutti". Sui problemi del calcio italiano: "Serve più coraggio quando i ragazzi crescono. Bisogna dare spazio ai giovani italiani, farli giocare, lasciarli sbagliare e migliorare. Solo così potremo tornare dove l'Italia merita di stare, anche se servirà tempo perché il divario accumulato è importante".


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