Morte Maradona, prosegue il nuovo processo: la figlia Giannina scoppia a piangere in tribunale© Getty Images

Morte Maradona, prosegue il nuovo processo: la figlia Giannina scoppia a piangere in tribunale

"Ci ha manipolato": la secondogenita del Pibe de Oro si è scagliata contro il neurochirurgo Luque nella terza udienza
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A Buenos Aires prosegue il nuovo processo per la morte di Diego Armando Maradona. Il primo è stato dichiarato nullo dopo lo scandalo che aveva coinvolto la giudice Julieta Makintach sulla realizzazione di un documentario non autorizzato sul processo. Pochi giorni fa ha avuto il via il nuovo processo è oggi è avvenuta la terza udienza nel tribunale di San Isidro, nella capitale argentina, contro i sette imputati accusati di omicidio per la morte del Pibe de Oro. Un'udienza caratterizzata da tanta tensione ed ezmoione, che ha portato la secondogenita di Maradona, Giannina, alle lacrime.

Giannina Maradona scoppia a piangere in tribunale

La figlia della leggenda del Napoli è scoppiata in lacrime. A far scatenare quel momento di commozione sono stati i mesaggi vocali dove si sente il neurochirurgo Leopoldo Luque, tra i principali imputati, che cerca di convincere la famiglia ad accettare la degenza domiciliare dopo l'operazione al quale era stata sottoposto Maradona per rimuovere un ematoma subdurale. Gli audio sono stati fatti riascoltare in aula quando Giannina era sul sul banco dei testimoni ed è scoppiata in lacrime.

Le motivazioni dell'accusa e le parole di Giannina: "Luque ci ha manipolato"

Superata l'emozione del momento, Gianinna ha risposto alle domande degli avvocati spiegando che, insieme alla sorella Dalma, aveva proposto che Maradona venisse ricoverato in clinica. Le due figlie lo avrebbero fatto anche senza il consenso del Pibe de Oro tramite un ordine del tribunale. Però il neurochirurgo Luque si sarebbe opposto insistendo per il ricovero domiciliare. Giannina ha affermato: "Ci ha manipolato, ci ha garantito che ci sarebbero state le apparecchiature necessarie per un ricovero serio". Le motivazioni dell'accusa risiedono proprio nel ricovero domiciliare dell'ex calciatore che avrebbe accelerato il suo processo verso la morte del 25 novembre 2020, all'età di 60 anni.


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