Se l'Italia sarà al Mondiale andrà in quarta fascia: il motivo e la scelta della Fifa di graziare Ronaldo

Svelati i criteri del sorteggio in programma il 5 dicembre a Washington. Intanto Infantino...
Edmondo Pinna

L'ultimo sgarbo. L’Italia - se arriverà al Mondiale americano - si troverà la strada tutta in salita, visto che la Fifa ha inserito le vincitrici degli spareggi della Uefa (noi siamo il Play Off A) tutte nell’ultima urna, la n. 4, quella che comprende (pensate un po’) Giordania, Capo Verde, Ghana, Curaçao, Haiti e Nuova Zelanda, più le vincenti degli spareggi intercontinentali (due fra Nuova Caledonia, Giamaica, Repubblica Democratica del Congo, Bolivia, Suriname, Iraq). Con tanti saluti ai quattro mondiali vinti, ad un ranking che ci vede comunque al 12º posto (la Nuova Caledonia, che potrebbe essere potenzialmente nella nostra stessa urna, è 149ª). Il principio giuridico che stabilisce che, nell’incertezza, si deve optare per la soluzione più favorevole all’imputato, non ha trovato applicazione nella compilazione delle urne che venerdì 5 dicembre, a Washington, caratterizzeranno il sorteggio per il Mondiale 2026. E la notizia fa (ancor) più stupore perché, sempre ieri, Ronaldo ha avuto la certezza di giocare dalla prima partita del Mondiale, visto che il gioco violento (solitamente punito con tre giornate di squalifica) per lui vale solo un turno (già scontato) più altri due con la condizionale. Alé.

Italia, forma e sostanza

Gli azzurri di Gattuso, se supereranno i playoff (il 26 giocheremo probabilmente a Bergamo contro l’Irlanda del Nord e in caso di successo affronteremmo in trasferta il 31 la vincente di Galles-Bosnia), si troveranno in quarta fascia, dunque. Le voci che ci avevano fatto sperare, ovvero che da Ginevra avessero optato per il ranking, erano evidentemente prive di fondamento. Tanto che anche la Federcalcio, ieri, non è rimasta sorpresa. Nelle segrete stanze di via Allegri se lo aspettavano. Certo è che, oltre che alla sostanza, è pure una questione di forma. Che, come detto, vale per molti, non per tutti. E noi non ci siamo. Le fasce che ci precedono, a parte la prima (diciamo che Canada, Messico e Usa sarebbero quelle più abbordabili), non sono impossibili. Nell’urna numero 3, a parte la nostra bestia nera Norvegia (sette gol subiti e solo uno fatto), le altre squadre non sembrano insuperabili, compreso l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. Nella seconda ci sono la Croazia di Modric e la Svizzera (ricordate Euro 2024?) da evitare, poi magari possiamo giocarcela. Ma certo che vedere gli azzurri laggiù fa male, oltre che riflettere (la colpa, chiaro, è anche nostra).


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiali 2026

Cristiano Ronaldo graziato

Tutto questo mentre Cristiano Ronaldo, come detto, è stato letteralmente graziato. Il Regolamento della Fifa (che ispira poi tutti gli altri) prevede per il gioco violento almeno tre giornate di squalifica. E la gomitata a O’Shea era, a tutti gli effetti, violenta, tanto che l’arbitro - dopo aver comminato il cartellino giallo - era stato richiamato all’OFR per tramutare il cartellino in rosso. Il che avrebbe significato, come minimo, saltare le prime due giornate del Mondiale con il Portogallo. Possibile? Possibile che il giocatore che tutto il Mondo conosce, e che gioca in Arabia (a buon intenditor…) potesse rischiare di non far parte del più grande spettacolo dopo il weekend? Mai. E allora, trovato l’escamotage: una giornata di squalifica (fra l’altro già scontata, contro l’Armenia, gara praticamente inutile) e le altre due “congelate”. Se CR7 dovesse ricaderci, allora si sommerebbero le une alle altre. Ma a quello ci si penserà dopo. Per ora il Mondiale è salvo. Almeno per lui...

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L'ultimo sgarbo. L’Italia - se arriverà al Mondiale americano - si troverà la strada tutta in salita, visto che la Fifa ha inserito le vincitrici degli spareggi della Uefa (noi siamo il Play Off A) tutte nell’ultima urna, la n. 4, quella che comprende (pensate un po’) Giordania, Capo Verde, Ghana, Curaçao, Haiti e Nuova Zelanda, più le vincenti degli spareggi intercontinentali (due fra Nuova Caledonia, Giamaica, Repubblica Democratica del Congo, Bolivia, Suriname, Iraq). Con tanti saluti ai quattro mondiali vinti, ad un ranking che ci vede comunque al 12º posto (la Nuova Caledonia, che potrebbe essere potenzialmente nella nostra stessa urna, è 149ª). Il principio giuridico che stabilisce che, nell’incertezza, si deve optare per la soluzione più favorevole all’imputato, non ha trovato applicazione nella compilazione delle urne che venerdì 5 dicembre, a Washington, caratterizzeranno il sorteggio per il Mondiale 2026. E la notizia fa (ancor) più stupore perché, sempre ieri, Ronaldo ha avuto la certezza di giocare dalla prima partita del Mondiale, visto che il gioco violento (solitamente punito con tre giornate di squalifica) per lui vale solo un turno (già scontato) più altri due con la condizionale. Alé.

Italia, forma e sostanza

Gli azzurri di Gattuso, se supereranno i playoff (il 26 giocheremo probabilmente a Bergamo contro l’Irlanda del Nord e in caso di successo affronteremmo in trasferta il 31 la vincente di Galles-Bosnia), si troveranno in quarta fascia, dunque. Le voci che ci avevano fatto sperare, ovvero che da Ginevra avessero optato per il ranking, erano evidentemente prive di fondamento. Tanto che anche la Federcalcio, ieri, non è rimasta sorpresa. Nelle segrete stanze di via Allegri se lo aspettavano. Certo è che, oltre che alla sostanza, è pure una questione di forma. Che, come detto, vale per molti, non per tutti. E noi non ci siamo. Le fasce che ci precedono, a parte la prima (diciamo che Canada, Messico e Usa sarebbero quelle più abbordabili), non sono impossibili. Nell’urna numero 3, a parte la nostra bestia nera Norvegia (sette gol subiti e solo uno fatto), le altre squadre non sembrano insuperabili, compreso l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. Nella seconda ci sono la Croazia di Modric e la Svizzera (ricordate Euro 2024?) da evitare, poi magari possiamo giocarcela. Ma certo che vedere gli azzurri laggiù fa male, oltre che riflettere (la colpa, chiaro, è anche nostra).


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