Bosnia-Italia, Esposito insidia Retegui: ecco cosa ha provato Gattuso

Pio si candida per affiancare Kean in avanti dal primo minuto, il ct ci pensa: ipotesi sorpasso
Fabrizio Patania
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Non lo suggerivano solo il campo e il cambio di passo dell’Italia appena è entrato Pio Esposito. A volte basta ascoltare bene una conferenza stampa e certe notizie diventano evidenti. Mezzanotte e dintorni allo stadio di Bergamo. Ultimo giro di interviste. Rino Gattuso aveva già manifestato il beneficio del dubbio a proposito dell’ingresso del centravanti dell’Inter (anche di Pisilli e Palestra) con possibili effetti sulla finale di martedì. La prova poco brillante di Retegui contribuiva al dilemma del 9 in coppia con Kean. «L’ho sempre detto, ci sono le cinque sostituzioni ed è cambiato il modo di gestire una partita. Sono combattuto. Retegui è un ragazzo eccezionale. Toccherà a me fare meno danni possibili e scegliere la miglior formazione».

Gattuso prova Retegui, ma Pio resta una tentazione

Il ct oggi non è solo l’allenatore ideale per l’Italia perché ha saputo coinvolgere gli azzurri e riscoprire il senso di appartenenza senza far scappare nessuno da Coverciano. Ha il pregio della schiettezza e della lucidità, non si è fatto condizionare quando doveva scegliere i convocati, non guarderà in faccia nessuno tra poche ore e nel momento di decidere gli undici. Retegui è un suo pupillo, sa come combatte e quali sono le sue doti realizzative. Pio lo ha lanciato al debutto in Nazionale quando non aveva ancora segnato in Serie A e in Champions con l’Inter. È una scelta delicata. Gli allenamenti e gli occhi dei suoi giocatori detteranno la strategia. Kean, a parte certe campagne mediatiche, non era mai stato insidiato da Esposito in previsione dell’Irlanda del Nord. Garantisce contropiede, scatti, cattiveria. Ha caratteristiche uniche. Si trova un gradino sopra agli altri due, come venne fuori in modo chiaro a Tallinn, dopo il suo infortunio. Mateo non ha brillato a Bergamo, sembrava fuori ritmo, ma potrebbe essere stata una sola partita sbagliata. Di solito combatte, fa a schiaffi, si trova a memoria con Moise. Se Esposito si fa preferire per il gioco aereo e per i cross, l’oriundo argentino sa attaccare meglio negli spazi. Dipenderà dal tipo di partita a cui pensa il ct.

Bastoni recuperato, Scamacca c'è ma non è pronto

Una riflessione riguarderà la fascia destra. Politano è l’unico specialista nel dribbling. Palestra è entrato benissimo a Bergamo, in campo aperto può schiantare chiunque con un allungo. È logico ipotizzare una staffetta. Non è così scontato tocchi dall’inizio all’esterno del Napoli su un campo così brutto, davanti a Kolasinac, e con l’ipotesi del supplementare. Ieri, a porte chiuse, Gattuso ha provato gli stessi undici di Bergamo, ma ci sono altri due allenamenti a Coverciano prima della partenza verso l’aeroporto di Sarajevo. Niente è scontato, anche se il ct è un conservatore e difficilmente rinuncia alle proprie sicurezze. Bastoni sta bene, appare totalmente recuperato. Scamacca è guarito, ma non si è mai allenato e l’Atalanta lo aspetta. Riflessioni in corso, Gattuso difficilmente lo porterà in panchina a Zenica. Vicario, fuori dalla lista dei convocati per l’intervento all’ernia, si trova in ritiro da tifoso a Coverciano e seguirà l’Italia in Bosnia. Di Lorenzo ha espresso lo stesso desiderio, ma dipenderà dalla tabella di allenamenti del Napoli.

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