Italia ripescata ai Mondiali, quando decide la Fifa e come stanno davvero le cose 

L'ipotesi torna di attualità dopo il pressing di Paolo Zampolli, l'inviato di Trump, su Infantino: i dettagli
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Ipotesi. Nulla di più. E lo scenario è ancora fumoso. Anche se il tempo stringe. Il ripescaggio dell'Italia ai Mondiali al posto dell'Iran torna di prepotenza di attualità perché Paolo Zampolli, l'inviato di Donald Trump alla Fifa, sta facendo pressione su Infantino. L'ha detto proprio Zampolli senza giri di parole al Financial Times: "Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l'Iran con l'Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l'inclusione". Boom. Ma è davvero possibile? 

Ripescaggio Italia, il precedente 

C’è un precedente storico: l’Italia partecipò ai Mondiali del 1954 in Svizzera come squadra ripescata, dopo essere stata ammessa con un invito speciale. Oggi, a meno di due mesi dall’inizio della Coppa del Mondo 2026 (la prima partita è fissata l’11 giugno), si parla nuovamente di un possibile ripescaggio azzurro nel caso in cui l’Iran rinunciasse al torneo.

Se l’Iran dovesse ritirarsi, l’Italia - essendo la nazionale meglio piazzata nel ranking Fifa tra quelle non qualificate - sarebbe la candidata principale per subentrare. In quel caso giocherebbe la prima partita il 16 giugno contro la Nuova Zelanda e finirebbe nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e appunto Nuova Zelanda.

Dipende dall'Iran 

La situazione dell’Iran è complicata per motivi geopolitici. La nazionale si è preparata con una lista di 30 giocatori e ha in programma un ritiro in Turchia da maggio, ma il ministro dello Sport Ahmad Donyamale ha sottolineato che la partecipazione dipende dalla garanzia di sicurezza per i giocatori negli Stati Uniti.

La decisione finale spetta al governo iraniano e al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Nonostante le tensioni, l’Iran ha finora confermato l’intenzione di partecipare, anche se resta aperta la richiesta di spostare le partite fuori dagli Stati Uniti. Ma va sottolineato che chi si ritira a meno di 30 giorni prima della sfida inaugurale sarà multato di almeno CHF 500.000 (franchi svizzeri) dal Comitato Disciplinare (circa 500mila euro). 

Come funziona il ripescaggio 

Secondo il regolamento Fifa, se una squadra si ritira, il Consiglio Fifa (composto da 37 membri, con Gianni Infantino come presidente) ha piena discrezionalità per decidere come sostituirla. Può nominare direttamente un’altra federazione oppure organizzare un super playoff tra alcune nazionali escluse per assegnare l’ultimo posto disponibile. Le decisioni possono essere prese anche in urgenza da un sottocomitato, ma restano impugnabili dai tribunali. Bisogna aspettare e capire se l'Iran si presenterà davvero ai nastri di partenza dei Mondiali. La speranza dei tifosi azzurri si appoggia sul forfait della squadra asiatica: tutto dipenderà dalle scelte politiche dell’Iran e dalla volontà della Fifa di intervenire rapidamente. 

Le posizioni di Infantino e Zampolli

Per quanto riguarda le parole di Paolo Zampolli (inviato di Donald Trump per le partnership globali) sulla richiesta di esclusione dell’Iran e il ripescaggio dell’Italia "non ci saranno commenti da parte della Fifa". Da ricordare, però, le molteplici dichiarazioni del presidente Gianni Infantino sulla partecipazione certa dell’Iran al Mondiale, le ultime al CNBC Invest in America Forum il 15 aprile. Il presidente Infantino ha anche incontrato ad Antalya, a fine marzo, la nazionale iraniana. Zampolli, inoltre, non è nuovo a uscite del genere, l’aveva infatti già fatto prima del Mondiale del 2022 in Qatar.

 

 


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