Il durissimo attacco di Henry a Cristiano Ronaldo fa il giro del mondo: "Non devi pensare a te stesso"
La prima del Portogallo e di Cristiano Ronaldo ai Mondiali è andata un po' come il debutto della Spagna contro Capo Verde: un flop. L'1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo, pergiunta subìto dopo essere andati in vantaggio, ha fatto male ai tifosi portoghesi, delusi dalla prova della loro nazionale e soprattutto dalla prestazione di CR7, che alla fine, per un motivo o per un altro, finisce sempre nell'occhio del ciclone. Non ha inciso, è stato egoista, non si è speso per la squadra e ha deluso: queste le critiche generali mosse a Cristiano, che non è riuscito a rispondere a distanza alla tripletta di Messi e alle doppiette di Mbappé e Haaland, dando così ancora più risonanza alla brutta prova contro il Congo.
La critica di Henry a Cristiano Ronaldo
Chi non ha risparmiato Ronaldo, anzi l'ha attaccato duramente, è stato Henry, voce di FOX Sports, emittente che negli Stati Uniti trasmette le partite del Mondiale. Da bomber e grande centravanti quale era, l'ex Arsenal e Barcellona ha analizzato i movimenti da 9 di CR7 durante la partita, mettendo in luce le carenze tattiche e di atteggiamento. Infatti, una delle critiche più feroci mosse dall'ex attaccante della Francia a Ronaldo ha riguardato proprio l'approccio di Cristiano nei confronti dei compagni: "La squadra ha bisogno di segnare, non tu", ha sentenziato Henry in tv.
L'analisi di Henry che smonta Ronaldo
Henry ha analizzato una delle tante azioni del Portogallo in cui Cristiano Ronaldo in area non si è mosso per aiutare il compagno, ma per cercare lui il gol: "Ora vi spiego cosa sta facendo. Conceiçao sta per ricevere il pallone. Cristiano Ronaldo si è trovato in quella situazione tantissime volte. Se fai quella corsa lì (attaccare la profondità andando verso il portiere, ndr), costringi il difensore a prendere una decisione e a occupare la zona dei sei metri. Ma siccome lui vuole segnare a tutti i costi, si infila proprio sulla traiettoria del passaggio verso Bruno Fernandes. Se invece fosse entrato in quell'area dei sei metri, il difensore sarebbe stato costretto a seguirlo e a quel punto sarebbe stato un tap-in facile per Bruno Fernandes. Invece, proprio perché vuole segnare lui, va a intralciare il passaggio per il compagno. Così sono in visione entrambi i giocatori e per i difensori diventa più facile marcare. Questo è il mio punto: è la squadra che deve segnare, non tu. Avete visto la reazione di Bruno Fernandes dietro? Era tipo: ‘Lasciala scorrere, fai la tua corsa, crea spazio così posso appoggiarla in rete'. Ma non è successo".
