La reazione di Haaland alla nascita del figlio di Ostigard e il paragone con Doku: così wags e bebè irrompono ai Mondiali

La reazione di Haaland alla nascita del figlio di Ostigard e il paragone con Doku: così wags e bebè irrompono ai Mondiali

Il Guardian, e come lui molti altri, sottolineano la scelta del difensore della Norvegia, e del Genoa, che ha visto il primogenito nascere su FaceTime mentre il belga del City vorrebbe lasciare il ritiro
Chiara Zucchelli
3 min

Mi si nota più se ci sono o se resto a casa? Dilemma antico quanto è antico il mondo. Peccato che, in questo caso, non si tratti di un parto ma della nascita del proprio figlio. Primogenito. E che la casa non sia esattamente un'umile dimora, ma il ritiro di una nazionale di calcio al Mondiale. Andiamo con ordine. Leo Ostigard, difensore del Genoa e della Norvegia, è diventato papà. La futura moglie Aurora ha partorito l'erede, il padre ha vissuto tutto via FaceTime perché, come anticipato in un podcast qualche settimana fa, non ci pensava proprio all'idea di lasciare il Mondiale, il sogno di una vita. Lui lo ha detto, la compagna ha capito. Parto seguito in streaming, norvegesi felici, compagni pure. Con Haaland che guida la comitiva di giocatori che - retroscena ben svelato dal neopapà - irrompe in camera e si gode gli ultimi momenti dell'arrivo del piccolo. Si fa gruppo anche così. E la Norvegia che fa? Furba, furbissima. Pubblica l'applauso di tutta la delegazione a Leo e lo spedisce pure in conferenza insieme al ct a dire: bello tutto, ma il Mondiale... Applausi. Dai media di Oslo e da quelli di mezzo mondo.

Bufera Doku, come stanno davvero le cose

Perché - e il Guardian lo sottolinea - dall'altra parte c'è Doku, 24 anni, stella del City e del Belgio (dove sembra che il gruppo sia meno compatto, ma questa è un'altra storia), che deve ancora diventare papà per la prima volta ma ha avuto la felice idea di dire che sì, bello tutto e bello il Mondiale, ma lui l'arrivo del primogenito di casa non se lo vuole perdere. E allora se il Belgio andrà avanti - il piccolo dovrebbe farsi vedere intorno ai quarti di finale - vuole prendere un volo privato e tornare a casa. Assistere alla nascita e tornare. Legittimo. Peccato che in molti non la pensino così e si siano sentiti in diritto di intervenire. Polemiche a non finire, stampa e social. Se ne è occupato persino il New York Times che ha ricordato alcuni precedenti, anche in altri sport. Il dibattito, quindi, era e resta aperto: Mondiale o famiglia? Sussurra qualcuno dal Belgio: "Intanto arriviamoci ai quarti, poi vediamo...". Infine, Rudi Garcia: Doku non giocherà per una infezione respiratoria, il ct si è limitato a dire: "Lo sapevamo, vedremo come evolve la situazione. Ho piena fiducia in chi scenderà in campo". Nessun riferimento alla polemica bebè. Almeno per ora, tutto tace.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiali 2026