Infantino ci ha bucato il pallone
Gianni Infantino è il Marchesino del Grillo (il diminutivo è voluto). «Io so’ io, lui è lui e voi non siete un cazzo», e insomma fa e disfa a piacimento blandendo il potente di turno: il Senegal vince la coppa d’Africa in una finale dall’andamento anomalo ma conclusasi regolarmente? A premiazioni e feste archiviate, per accontentare la federazione più potente e prossima co-organizzatrice del Mondiale, strappa il trofeo al Senegal e lo consegna al Marocco. Les jeux sont faits. Al Mondiale di Trump il centravanti degli Stati Uniti si becca un rosso diretto che lo esclude(rebbe) dall’ottavo col Belgio? Su precisa richiesta del presidente americano, il Nostro estrae dal cilindro la squalifica a tempo e restituisce la punta a Pochettino. Non è tutto: la sua commissione arbitrale designa per la partita il giordano con passaporto bosniaco Adham Makhadmeh. Un signor nessuno. Mentre scrivo non so ancora come si sia comportato, posso solo immaginarlo.
Eppure ho smesso di prendermela col solo Infantino, uno che gioca a poker con 5 assi in mano. L’accusa la estendo ai suoi purtroppo numerosi sodali: alcuni presidenti di federazione, i vertici arbitrali (Collina), gli allenatori (Wenger, ad esempio) che fanno parte della commissione tecnica della Fifa e accettano tutto supinamente, le legend (da Ronaldo a Roberto Carlos, da Pirlo a Weah, a Baggio) che per qualche dollaro in più legittimano (inconsapevolmente, cambia poco) con la loro presenza tutte le porcate alle quali assistono. Una foto o un selfie col grande capo e passa la paura.
Si rendono conto di quello che sta combinando quest’uomo? È questo il calcio che amavano e sognano di vedere? Per non parlare degli stravolgimenti dei Mondiali, della creazione di nuovi, inutili tornei, delle pause per idratare gli sponsor, della mancanza di collaborazione con tutte le altre componenti del sistema, del fallimento delle regole su agenti e mercato.
Sospetto che il Marchesino, al vertice da dieci anni, voglia battere il record di Jules Rimet, presidente per 31. Fatti due calcoli, nel 2048 il calcio si giocherà nel giardino di casa sua, a Briga, in Svizzera, tra le 14 e le 16. Sempre che il Trump del momento non decida diversamente.
