L'Uefa gioca di rimessa
Sarebbe bastato molto meno per scatenare Nyon. Nella mattina di ieri l’Uefa ha pubblicato un duro comunicato per stigmatizzare l’assurda decisione della Fifa di graziare l’attaccante statunitense Folarin Balogun e metterlo nelle condizioni di scendere in campo nell’ottavo di finale giocato la notte scorsa contro il Belgio. Sul piano formale, la confederazione europea guidata dall’avvocato sloveno Aleksander Ćeferin è intervenuta in difesa delle regole e del diritto violato di una sua federazione nazionale (la RBFA belga) danneggiata da una decisione iniqua.
L'Uefa ha scoperto che si può giocare di rimessa per colpire il nemico
Ma la vera sostanza dell’intervento Uefa è politica e prende ancora una volta di mira il presidente della Fifa, Gianni Infantino: la cui gestione personalistica dell’istituzione (modello Fifantino) «ha oltrepassato una linea rossa». Il retroscena svelato dal New York Times, secondo cui la trasformazione della squalifica di Balogun in sanzione condizionale sarebbe giunta dopo una telefonata di sollecitazione fatta dal presidente statunitense Donald Trump, confermerebbe la realtà di una Fifa governata seguendo schemi esclusivamente personalistici nonché perennemente prona agli autocrati. Rispetto a questo modo di gestire il calcio mondiale, l’Uefa ha scoperto che si può comodamente giocare di rimessa per colpire il nemico. Non serve ingegnarsi a fare particolari strategie: basta che Fifantino faccia una delle sue vaccate (ché almeno un paio alla settimana le infila, una al giorno in periodo di Mondiali) e a quel punto gli si salta addosso.
Uefa, i tre interventi sugli scivoloni della Fifa
Da qualche mese a questa parte l’Uefa ha imparato la lezione e mette scrupolosamente in atto lo schema. In tal senso, questo assurdo mondiale a 48 squadre voluto da Fifantino si sta dimostrando un perfetto banco di prova. È già la terza volta che la confederazione europea interviene sugli scivoloni della Fifa per dare un segnale di netta contrapposizione. Il primo caso si è avuto con lo scandalo dell’arbitro somalo Omar Artan, bloccato alla frontiera in aeroporto e rispedito indietro a causa delle assurde politiche trumpiane sull’immigrazione, senza che Fifantino battesse ciglio. L’Uefa ha risposto immediatamente designando Artan per dirigere la gara di Supercoppa Europea fra Paris Saint Germain e Aston Villa che il prossimo 12 agosto verrà disputata a Salisburgo. Poi è toccato alla strampalata regola dell’espulsione per i calciatori che coprono le labbra con la mano: la confederazione europea ha fatto sapere che questa regola non verrà applicata nelle competizioni continentali, ciò che costituisce uno strappo molto serio. E infine, ecco il caso dell’espulsione per rosso diretto trasformata in una tiratina d’orecchi per far piacere alla nazionale di casa e all’autocrate di turno.
Fifantino, crollo verticale di popolarità. E l'Ueefa picchia duro
In una fase che per Fifantino registra un crollo verticale di popolarità, l’Uefa sente l’odore del sangue e picchia duro ogni volta che può. Incredibile a dirsi, potrebbe anche riuscire a vincere una partita che fino a qualche mese fa sembrava proibitiva.
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