Argentina, paura e delirio

Leggi il commento sul rocambolesco successo dell'Albiceleste di Messi negli ottavi di finale dei Mondiali 2026 contro l'Egitto
Vittorio Oreggia
Vittorio Oreggia

5 min

Pubblicato il 08.07.2026, 10:47

No, per Leo Messi non finisce qui. Diversamente da Ronaldo e Neymar, non c’è il sipario per l’alieno di Rosario e per la sua Argentina che artigliano i quarti finale contro l’Egitto in capo a una partita rocambolesca, fatta di errori e di cuore, di classe e di carattere, di garra e di fortuna. Un altro 3-2, come contro Capo Verde, ansia e batticuore, quando sembrava che Mostafa “Oufa” Shobeir, il portierone dell’Al Ahly, avesse le fattezze di un incubo con la maglia gialla, e Momo Salah fosse un terribile, imprendibile folletto. Insomma, vincono i campioni del mondo e, manco a dirlo, in una serata non proprio agevolissima, la firma sulla qualificazione in qualche maniera la mette ancora lui, Leo Messi, con un assist e un gol, l’ottavo di questo Mondiale.

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Messi, non poteva e non doveva finire così

Però c’è un però. Perché succede anche ai fenomeni di sbagliare. E magari di perseverare nell’errore. A Messi capita al minuto 21 della sfida di Atlanta, quando calcia un rigore nel peggiore dei modi possibili, con una traiettoria lenta e prevedibile che esalta le doti feline di Shobeir. Gli era già capitato in questo Mondiale il 22 giugno, contro l’Austria, prima di scatenarsi e di griffare la vittoria della sua Argentina. Anche allora aveva tirato malissimo, anche allora lo stadio aveva accompagnato quell’esecuzione sbilenca con un “ohhh” di genuino stupore. Quasi di dolore. Ma come, Lui ha sbagliato? Eh sì, Lui ha sbagliato. Anche allora i campioni del mondo avevano approcciato alla partita così così, salvo poi consegnarsi proprio alle grazie della Pulce, che di lì a due giorni avrebbe compiuto 39 anni. Ecco, ogni tanto la storia di ripete e adesso l’Argentina può festeggiare la qualificazione dopo un grande spavento. Festeggiano tutti, festeggia in particolare Messi che finisce con le mani tra i capelli, accovacciato sulle ginocchia, la commozione stampata sulla faccia, quasi le lacrime rapite dallo zoom delle telecamere. Non poteva e doveva finire così. 

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Messi, l'errore dal dischetto: succede anche ai fenomeni di scendere dalle nuovole

Succede anche ai fenomeni, ogni tanto, di scendere dalle nuvole e di tornare con i piedi su questa terra. Forse è un bene per se stessi e per gli altri, che non si sentono nani di fronte a un gigante. Però quell’errore dal dischetto fa male all’Argentina che avrebbe pareggiato la rete di Yasser Ibrahim e reso meno fantascientifiche le parate di Shobeir. In una giornata non facile per lui, Leo ci mette un bel pezzo a scrollarsi di dosso lo shock, prima con il passaggio per la rete di Romero e poi con la stoccata del pareggio. Ma a sette minuti dalla fine, quando il disastro sembra inevitabile e strani fantasmi popolavano l’immaginario collettivo.

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Onore all'Egitto

Arriverà anche il sigillo finale di Enzo Fernadez, ispirazione di Lautaro Martinez. Ma questa è la cronaca, la storia continuerà a scriverla Messi.

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Almeno fino ai quarti, rendendo comunque onore all’Egitto che ha fatto cosa doveva e, a un certo punto, cosa poteva. A Salah e ai suoi fratelli rimane il rammarico per la rete annullata (giustamente) a Zico, che di nome fa Mostafa (non Arthur Antunes…), un rimpianto che non cancella niente di cosa è accaduto di bello sul campo. Però, per cortesia, tenete su il sipario: l’alieno di Rosario non ha ancora terminato la sua incredibile recita.

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