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La lezione di San Siro in quell'applauso a una leggenda

La lezione di San Siro in quell'applauso a una leggenda
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Bellissimo il tributo che lo stadio ha riservato all'annuncio di Francesco Totti, che sperava forse di poter assaggiare per l'ultima volta un campo in cui è stato protagonista straordinario per una vita

di Alessandro Vocalelli

lunedì 8 maggio 2017 08:19

ROMA - Ci sarà da lavorare per le due proprietà cinesi: Milan e Inter hanno infatti conosciuto la loro ennesima domenica nera. I rossoneri sono stati battuti sonoramente dalla Roma, che ha stravinto meritatamente, respingendo così l’assalto del Napoli al secondo posto. Troppo più forti i giallorossi, che hanno qualità importantissime e tanti giocatori di categoria superiore. È così arrivata la sesta vittoria consecutiva in trasferta, aperta da Dzeko, che ha toccato quota 27 gol in campionato. La Roma affronterà domenica sera la Juventus a meno sette, con la possibilità di regalare ancora un brivido al campionato. La conferma che il gruppo di Spalletti - come tante volte ha detto lui stesso e ci è capitato di ripetere all’infinito - è di primissima fascia e l’idea di vincere qualcosa - in Italia o in campo internazionale - non era affatto così sbagliata.

Bellissimo l’applauso che San Siro ha riservato all’annuncio di Francesco Totti, che sperava forse di poter assaggiare per l’ultima volta, magari al posto di Bruno Peres, un campo in cui è stato protagonista straordinario per una vita. Dopo essere entrato tante volte negli ultimi minuti in gare meno significative, stavolta (nella settimana dell’annuncio di Monchi) poteva avere il sapore di una passerella. Spalletti ha risposto così: «Se potessi tornare indietro, non accetterei mai di allenare la Roma». E su questo l’unica considerazione tocca al club. Ma se il Milan è stato travolto, non è andata meglio all’Inter, sconfitta in casa del Genoa. Due punti in sette partite sono il misero bottino della squadra di Pioli. Anche se il sesto posto resta ancora in bilico - in questa pazzesca corsa al rallentatore - l’Inter però guarda al futuro. Simeone e Conte sono i due obiettivi di un club pronto a investire milioni di euro. Per il sesto posto, comunque, è ancora in corsa anche la Fiorentina, che ieri ha pagato alcuni evidenti errori arbitrali. In Europa League è intanto aritmeticamente arrivata la Lazio, che ha rifilato sette reti alla Sampdoria. Da 22 anni non segnava tanti gol: l’ultima volta era successo contro la Fiorentina con la Lazio targata Zeman. Di sicuro Inzaghi merita un riconoscimento per questa stagione in copertina. Tre giorni dopo l’appassionante Roma-Juve di campionato, infatti, i bianconeri sono pronti a tornare proprio all’Olimpico per giocarsi contro Immobile e compagni la finale di Coppa Italia. Una soddisfazione grande per Inzaghi.

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