Atalanta-Lazio confermata il 7 marzo, niente anticipo

I biancocelesti si sono opposti: ecco i motivi. Bergamaschi contrariati, volevano giocarla il 6
Atalanta-Lazio confermata il 7 marzo, niente anticipo
Daniele Rindone e Andrea Santoni

ROMA - Atalanta-Lazio si giocherà sabato 7 marzo alle 18, nessun cambiamento di data. Il club di Percassi ha spinto per ottenere l’anticipo a venerdì 6, lo ha chiesto ufficialmente alla Lazio interessando anche la Lega di Serie A, il neopresidente Dal Pino. Ma la società di Lotito non ha concesso il via libera, era determinante. I bergamaschi speravano di anticipare la partita poiché martedì 10 marzo, alle 21, giocheranno a Valencia il ritorno degli ottavi di finale di Champions (4-1 all’andata).

 

Le posizioni di Atalanta e Lazio sulla vicenda

LE POSIZIONI - La società biancoceleste è in lotta per lo scudetto, vuole giocarsi ogni partita al massimo, sfruttando ogni giorno in più a disposizione. Bergamo sarà un crocevia. Ha fatto leva anche sul fatto che la data del 7 marzo era stata decisa al momento della compilazione degli anticipi e dei posticipi ed era stata accettata anche dall’Atalanta (le date erano state pubblicate il 17 gennaio). La Lazio, inoltre, ha Acerbi ai box, spera di recuperarlo proprio per l’Atalanta, un giorno in più di tempo può essere d’aiuto. A Bergamo, pur volendo evitare polemiche dirette, lo stato d’animo è molto contrariato. Speravano nell’accordo considerando i rapporti storici, anche politici, che si sono creati con la Lazio, non hanno compreso la posizione dei biancocelesti. Anche da parte del presidente di Lega, Dal Pino, l’Atalanta si aspettava un intervento diretto, facendo affidamento su alcuni precedenti che riguardano la Juve (nella scorsa stagione, prima degli ottavi di Champions, anticipò al venerdì contro Frosinone e Udinese, lo stesso farà a marzo), ma la Lega non ha mai fatto uno spostamento di calendario senza l’accordo tra le due società.

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Da maggio in poi scintille con Gasperini

LE SCINTILLE - Per tornare a Lazio e Atalanta: da maggio in poi ci sono state scintille con Gasperini. Il tecnico esplose dopo la finale di Coppa Italia per il rigore non concesso ai suoi (mani di Bastos). E dopo la sfida dell’andata (giocata il 19 ottobre) Gasp accusò Immobile: «Questi non sono episodi da rigore ma furbate». A fine partita, sempre il tecnico contestò l’arbitraggio di Rocchi per i due rigori concessi ai biancocelesti. La Lazio replicò con un comunicato duro: «Inaccettabile offesa alla professionalità di un giocatore come Immobile». Gasperini controreplicò: «Comunicato demenziale».

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