Bufera arbitri: "Milan-Fiorentina, no rigore e no Var". Rocchi boccia Marinelli e Abisso, fermati

Continuano le polemiche sul penalty assegnato a San Siro, oggi i vertici CAN chiariranno in tv l'episodio tra Parisi e Gimenez
Edmondo Pinna

MILANO - «Non è rigore e non è da VAR». L’opinione di Gianluca Rocchi serpeggiava già a caldo, domenica notte, dopo Milan-Fiorentina. E’ diventata più chiara, senza spostarsi, anche ieri, quando c’è stato il debriefing con la sua squadra. Sarà esplicitata oggi, quando nel primo pomeriggio DAZN rilascerà la puntata di Open VAR dove, al 99%, il designatore non potrà andare, visto che dopodomani sarà a Stamford Bridge per Chelsea-Ajax (visionerà come osservatore Uefa il tedesco Zwayer, auguri). Al suo posto dovrebbe andare il coordinatore arbitri-società, Andrea De Marco (eppure fino all’anno scorso, proprio per la delicatezza del ruolo, Pinzani fu sempre tenuto lontano dalle telecamere). La sostanza, però, non cambia. «Non è rigore e non è da VAR». Tanto che sia l’arbitro Marinelli (che, forse per puro caso, aveva sorvolato inizialmente e sbaglia nel darlo dopo OFR) che il VAR Abisso (forse il più colpevole, non avrebbe dovuto richiamare il collega all’OFR) saranno fermati, anche se non ci sarà stangata. Sicuramente salteranno domenica prossima e molto probabilmente anche l’infrasettimanale 28-29-30 ottobre (chi rientra, al massimo lo fa in B), rientrando (magari a ruoli invertiti) nel week end successivo. Un solo turno sarebbe una presa in giro, anche per la società coinvolta, la Fiorentina, sentitasi giustamente penalizzata. Un errore grave, Rocchi ha preso posizione chiara. Il suo ragionamento è coerente: non vuole “rigorini”, vuole decisioni nette, «se è rigore è rigore, se non lo è non lo è», senza troppi giri di parole. Speriamo non ce ne siano oggi.

L’analisi dell’episodio di San Siro

L’episodio è stato analizzato, ma già live domenica sera e l’attesa per l’OFR avevano messo il designatore in allert. Allo stadio era presente l’Organo Tecnico, Di Liberatore, uno dei suoi vice. Che ci sia un contatto fra la mano destra di Parisi e la parte sinistra della faccia di Gimenez (occhio, che poi, come leggete a fianco, il rossonero è stato curato dalla parte opposta, cosa che ha fatto infuriare gli arbitri) è indiscutibile, che quello sia fallo è tutta un’altra storia. «Mai fallo e mai da VAR» il mantra che deve essere tenuto presente. A maggior ragione dopo il precedente di Juve-Inter, che in quale maniera ha fatto giurisprudenza. Il gol decisivo di Adzic fu segnato dopo un contatto fra la mano destra di Khephren Thuram e la faccia di Bonny, che fu giudicata non punibile. Anche per questo motivo domenica sera, il direttore della Fiorentina, Pradè, è sbottato. Non possono esserci pesi diversi e indicazioni differenti per episodi simili.

Marinelli, un errore decisivo

«Non è rigore e non è da VAR» e questo verrà confermato oggi. Troppo decisivo l’errore ai fini del risultato e della rilevanza mediatica. Ma diventa anche una questione di coerenza tecnica. Dovesse, De Marco o chi per Rocchi, discostarsi dalla tesi maestra, scatenerebbe una serie di reazioni che potrebbero essere peggiori della toppa. Pensate all’Inter, che all’epoca del match contro i bianconeri accettò spiegazioni e decisioni. Sicuri che farebbe lo stesso se l’episodio di San Siro venisse qualificato come «roba di campo»


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Genoa-Parma, Sozza sbaglia, e il Var...

È uno degli errori più gravi, eppure una via d’uscita ci sarebbe stata. Non c’era la prima ammonizione per Ndiaye del Parma, poi espulso per un secondo giallo ingenuo. Non c’era perché, semplicemente, non era neanche fallo. Il difensore del Parma perde il pallone a metà campo, rubatogli da Malinovskyi, nel cercare di prenderlo tocca chiaramente il pallone che cambia velocità e rotazione. Sozza fischia il fallo ed ammonisce il giocatore. qui poteva entrare in campo il VAR, non per il secondo giallo ma perché, se fosse stato davvero fallo, una volta fischiato doveva essere DOGSO: direzione della corsa di Malinovskyi, mancanza di avversari, tutti i parametri erano soddisfatti. Ecco, il VAR (Marini) avrebbe potuto richiamare l’arbitro alla revisione per il rosso ma, facendogli vedere che aveva preso il pallone, depotenziarlo. di conseguenza, si sarebbe tolto anche il giallo. Talmente troppo facile che non è stato fatto. 


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Como-Juve, Kelly pestone su Smolcic: era già ammonito

È stata una domenica negativa per gli arbitri, tanti errori, molti non sanati dal VAR. Ha sbagliato anche Giovanni Ayroldi durante Como-Juventus. In particolare, l’arbitro (figlio e nipote d’arte) ha graziato Kelly da un secondo giallo chiaro. A cinque minuti dalla fine della partita (recupero escluso), il difensore bianconero, già ammonito per un precedente fallo su Nico Paz in ripartenza (anche se proprio quel primo giallo è molto severo, parlare di SPA - fermare un’azione promettente - davanti all’area del Como è ardito) è entrato su Smolcic con la gamba sinistra tesa. Il piede è andato, senza toccare il pallone, sul sinistro del giocatore del Como. Ci stava il secondo giallo, neanche difficile da leggere, e Kelly doveva essere espulso. Un errore che, a differenza di quanto successo a Milano, non ha condizionato la partita ed il suo risultato, già saldamente in mano della squadra di Fabregas che aveva già segnato il 2-0.  


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Cagliari-Bologna, Marchetti assegna il rigore ma il Var lo toglie

Capiamo Rocchi quando dice che ha pochi arbitri a disposizione ed è disposto a chiudere un occhio, ogni tanto (basta che valga per tutti, però....). Perché la prestazione di Marchetti a Cagliari è stata davvero brutta, questo ragazzo, diventato internazionale lo scorso gennaio, è in una fase di rottura prolungata difficilmente spiegabile. Gli errori commessi all’Unipol Domus non possono appartenere ad un direttore di gara Fifa. Ad iniziare dal rigore che assegna al Bologna, salvo poi toglierlo con il VAR. E’ stato infatti Holm a calciare il piede destro di Folorunsho che lo aveva anticipato, il tocco sul pallone è netto e si vede chiaramente. Anche l’atteggiamento nel concedere il penalty non è stato apprezzato. C’è poi un altro errore: Lykogiannis trattiene Luvumbo, è l’ultimo difendente, il giocatore del Cagliari può entrare in possesso del pallone nell’immediatezza anche se non c’è possesso immediato. Insomma, più rosso che giallo per noi. 


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MILANO - «Non è rigore e non è da VAR». L’opinione di Gianluca Rocchi serpeggiava già a caldo, domenica notte, dopo Milan-Fiorentina. E’ diventata più chiara, senza spostarsi, anche ieri, quando c’è stato il debriefing con la sua squadra. Sarà esplicitata oggi, quando nel primo pomeriggio DAZN rilascerà la puntata di Open VAR dove, al 99%, il designatore non potrà andare, visto che dopodomani sarà a Stamford Bridge per Chelsea-Ajax (visionerà come osservatore Uefa il tedesco Zwayer, auguri). Al suo posto dovrebbe andare il coordinatore arbitri-società, Andrea De Marco (eppure fino all’anno scorso, proprio per la delicatezza del ruolo, Pinzani fu sempre tenuto lontano dalle telecamere). La sostanza, però, non cambia. «Non è rigore e non è da VAR». Tanto che sia l’arbitro Marinelli (che, forse per puro caso, aveva sorvolato inizialmente e sbaglia nel darlo dopo OFR) che il VAR Abisso (forse il più colpevole, non avrebbe dovuto richiamare il collega all’OFR) saranno fermati, anche se non ci sarà stangata. Sicuramente salteranno domenica prossima e molto probabilmente anche l’infrasettimanale 28-29-30 ottobre (chi rientra, al massimo lo fa in B), rientrando (magari a ruoli invertiti) nel week end successivo. Un solo turno sarebbe una presa in giro, anche per la società coinvolta, la Fiorentina, sentitasi giustamente penalizzata. Un errore grave, Rocchi ha preso posizione chiara. Il suo ragionamento è coerente: non vuole “rigorini”, vuole decisioni nette, «se è rigore è rigore, se non lo è non lo è», senza troppi giri di parole. Speriamo non ce ne siano oggi.

L’analisi dell’episodio di San Siro

L’episodio è stato analizzato, ma già live domenica sera e l’attesa per l’OFR avevano messo il designatore in allert. Allo stadio era presente l’Organo Tecnico, Di Liberatore, uno dei suoi vice. Che ci sia un contatto fra la mano destra di Parisi e la parte sinistra della faccia di Gimenez (occhio, che poi, come leggete a fianco, il rossonero è stato curato dalla parte opposta, cosa che ha fatto infuriare gli arbitri) è indiscutibile, che quello sia fallo è tutta un’altra storia. «Mai fallo e mai da VAR» il mantra che deve essere tenuto presente. A maggior ragione dopo il precedente di Juve-Inter, che in quale maniera ha fatto giurisprudenza. Il gol decisivo di Adzic fu segnato dopo un contatto fra la mano destra di Khephren Thuram e la faccia di Bonny, che fu giudicata non punibile. Anche per questo motivo domenica sera, il direttore della Fiorentina, Pradè, è sbottato. Non possono esserci pesi diversi e indicazioni differenti per episodi simili.

Marinelli, un errore decisivo

«Non è rigore e non è da VAR» e questo verrà confermato oggi. Troppo decisivo l’errore ai fini del risultato e della rilevanza mediatica. Ma diventa anche una questione di coerenza tecnica. Dovesse, De Marco o chi per Rocchi, discostarsi dalla tesi maestra, scatenerebbe una serie di reazioni che potrebbero essere peggiori della toppa. Pensate all’Inter, che all’epoca del match contro i bianconeri accettò spiegazioni e decisioni. Sicuri che farebbe lo stesso se l’episodio di San Siro venisse qualificato come «roba di campo»


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