Dallinga e Lucumì condannano Conte. È un Bologna da urlo, il Napoli non segna più

Due gol nella ripresa decidono la sfida del Dall'Ara: gli azzurri alla terza sconfitta esterna in campionato
Davide Palliggiano
5 min

BOLOGNA - Una gran vittoria del Bologna, con due giorni di riposo in meno rispetto al Napoli dopo gli impegni europei, ma con dieci, cento polmoni in più rispetto alla squadra di Conte. Per i campioni d'Italia è arrivata la terza partita consecutiva senza segnare, mentre si è rivista anche una certa fragilità difensiva nel secondo tempo, quando i ragazzi di Italiano hanno dato lo strappo decisivo per vincerla, nonostante i tanti infortuni, a cui si sono aggiunti quelli di Skorupski e Rowe in corso d'opera. Dallinga e Lucumí hanno steso al Dall’Ara gli azzurri, che in porta hanno tirato una sola volta, nel primo tempo, e senza creare particolari pericoli. Per Conte è arrivata anche la terza sconfitta esterna per il Napoli. Per il Bologna, la vittoria della consapevolezza e una dichiarazione d'intenti: può lottare con le più grandi per un posto ai vertici.

Skorupski ko dopo 4', dentro il 2007 Pessina

L’allenatore propone il Bologna con il 4-2-3-1: Orsolini, Odgaard e Rowe alle spalle dell’unica punta Dallinga. Conte conferma Elmas nel tridente del 4-3-3 con Politano e Hojlund. In difesa, spazio allo spagnolo Gutierrez sulla fascia sinistra. Bologna particolarmente sfortunato nel primo tempo: dopo 4’ Skorupski si fa male alla coscia destra in occasione di un rilancio. Mancando Ravaglia, entra il terzo portiere, Pessina, classe 2007 e all’esordio in A. Lo stadio lo accoglie con un grande applauso, così come i suoi compagni, e il Napoli non fa granché per impensierirlo. La squadra di Conte, così come quella di Italiano, crea poco. Uno slalom fuori area di Hojlund si traduce in uno sinistro deviato in corner. Ci prova pure Elmas con un destro a giro, ma di facile presa per il giovane portiere del Bologna. Partita insomma equilibrata, molto tattica: i padroni di casa hanno tre occasioni, due colpi di testa - di Lucumí e Dallinga - finiti fuori e l’unico tiro in porta del primo tempo, quello di Rowe al 32’: una bordata da trenta metri che rimbalza davanti a Milinkovic-Savic, bravo a girarla in corner. Proprio l’ex Marsiglia, si fa male poco dopo (38’), ma Italiano lo tiene in campo fino all’ultimo secondo dei 5 di recupero, visto che aveva già sprecato un slot per il cambio del portiere.

Dallinga, poi Lucumí: Bologna in festa

A inizio ripresa, entra al suo posto Cambiaghi. E si fa subito sentire, visto che dopo 5’ brucia Di Lorenzo e dal fondo crossa per Dallinga, rapido a beffare in anticipo sia Rrahmani che Milinkovic-Savic e a portare avanti il Bologna con una conclusione sul primo palo. Ci si aspetterebbe una reazione forte del Napoli, ma così non è: Orsolini, prezioso anche in fase difensiva, prova un eurogol con una girata da posizione impossibile che non trova impreparato Milinkovic-Savic. Italiano azzecca pure i cambi: entra Bernardeschi, che si muove bene, per Odgaard (61’), mentre il Napoli s’innervosisce, non trovando mai il guizzo per arrivare con azioni pulite alla porta bolognese. Hojlund, tra i più accesi, rischia il rosso per una gomitata a Ferguson (solo giallo) e un minuto dopo, dalla punizione che nasce per l’intervento del danese, il Bologna trova il raddoppio con Lucumí, puntuale di testa a svettare tra Buongiorno e Rrahmani su cross dalla destra di Holm (66’). Conte era già pronto con i cambi, che però arrivano dopo il raddoppio: Lang e Neres prendono il posto di Politano ed Elmas, ma il Napoli crea solo un mezzo pericolo con un palo esterno colpito dal fondo da parte di Gutierrez. Conte mette dentro anche Lucca (fuori McTominay) per passare al 4-2-4, una mossa che non provoca l’effetto desiderato, ma che evidenzia ancor di più la serata di grazia del Bologna, praticamente perfetto in fase difensiva e sempre pericoloso in contropiede, tanto che nel finale Dallinga sfiora pure il 3-0. Finisce con gli applausi del Dall’Ara e la festa rossoblù: per il Napoli, invece, una sconfitta che fa riflettere ancora una volta sulla poca lucidità in fase offensiva delle ultime partite.


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