Bufera arbitri, ormai non contano più niente: domina il Var. E per Rocchi va bene così

Il gol convalidato all’Atalanta, l’OFR del rigore di Firenze oltre agli episodi dubbi in Verona-Juve e Torino-Cagliari: i direttori di gara non hanno voce in capitolo
Edmondo Pinna

Nel bene, ma quasi sempre nel male, comanda il VAR. In una stagione che sta virando verso il disastroso per gli arbitri italiani, la costante che non cambia mai è l’utilizzo malsano dell’aiuto (o intralcio) da Lissone, dove VMO scarsi in campo (spesso hanno poche gare di A) decidono le sorti di big match, decidono cosa vedere, come vederlo, fanno diagnosi e prognosi e poi la comunicano all’arbitro di campo, condizionandolo. La famosa frase di Rocchi, «La presenza del VAR ammorbidisce l’arbitro? Se scopro questo non fa la Serie A» è diventata una bugia. L’ultima giornata fa scuola: se si fa moviola sul rigore tolto alla Fiorentina, perché non la si è fatta per la carica di Scalvini su Svilar? L’aggravante è che Rocchi, attraverso il responsabile dei club (ma ci sono davvero?) De Marco, ha fatto sapere ieri a Open VAR su DAZN che le due decisioni sono corrette. Ecco il corto circuito: se Fabbri prende 8.60 dopo quello che ha fatto a Bergamo, se Massa prende 8.60 dopo Lazio-Napoli, dove non ha capito proprio che partita aveva davanti, perché Guida (che ha diretto bene Inter-Bologna) prende lo stesso voto, 8.60 (il massimo è 8.70)? Come fossimo a scuola: per giustificare chi fa 2+2= 5 o scrive “un’altro” con l’apostrofo, diciamo che hanno fatto bene, come chi ha scritto un tema da 8. Non si può fare. E’ la fine.

A tutto Var

Comanda il VAR. Chi deve giudicare non riesce a capire che Marini “indottrina” La Penna, facendogli vedere e facendolo concentrare solo sulla maglietta presa per il collo (ma perché, Baschirotto non ha la mano destra sull’avambraccio sinistro di Piccoli?), suggerendo già la soluzione: «Gli mette una mano sotto al collo e cade da solo… vedi la sua maglia… la tiene, è fallo prima di Piccoli su Baschirotto». Il carico ce lo mette De Marco, portavoce di Rocchi: «Ottima chiamata». Come se la stazza di Baschirotto e il contatto basso sul piede sinistro di Piccoli non contassero. E Maresca a Bergamo che fa? Liquida velocemente il colpo che Svilar riceve da Scalvini (dalla retroporta alta si vede chiaramente la testa di Svilar che si gira di scatto): «E’ Rensch che ha una mano…. Il calciatore che disturba sensibilmente il portiere è il suo compagno di squadra. Non c’è alcun fallo di Scalvini. In questo momento ha già perso il controllo, è Rensch che va ad impedire la partita…». Col suggello di Rocchi/De Marco: «Il portiere della Roma perde il contatto con il pallone perché sbilanciato dal suo compagno Rensch». Sì, ok, ma il colpo che arriva subito dopo? E poi, la perdita di un pallone giustifica il fallo di un avversario? Ma dove sta scritto?


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Solo errori

Comanda il VAR, è non solo da ieri. In ordine sparso: Aureliano che “telecomanda” Rapuano in Verona-Juve sul tocco di mano di Joao Mario (che non era punibile) e lascia passare la gomitata di Orban su Gatti, salvo poi dimenticarsi la manata volontaria di Maignan su Politano in Napoli-Milan; Baroni che fa vedere a Doveri (e quest’ultimo non approfondisce) l’uscita di Paleari in Torino-Cagliari, soffermandosi sulla parata dentro l’area e dimenticando la gamba alta su Idrissi in area (come dire, la pagliuzza e la trave); Prontera che dimentica la manata di Svilar sulla faccia di Ostigard e non richiama Di Bello (cos’è, Atalanta-Roma è compensazione post-litteram?); Meraviglia che non richiama Colombo all’OFR per il pestone di Gila su Conceicao in Lazio-Juve e non vede il fallo di braccio destro di Simeone in Torino-Cremonese, beffando Marinelli; Serra fa en plein con Arena in Lazio-Lecce, non intervenendo sul tocchetto di Sottil su Isaksen e richiamando l’OFR per identica situazione Dia-Tiago Gabriel. Bastano per un disastro...

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Nel bene, ma quasi sempre nel male, comanda il VAR. In una stagione che sta virando verso il disastroso per gli arbitri italiani, la costante che non cambia mai è l’utilizzo malsano dell’aiuto (o intralcio) da Lissone, dove VMO scarsi in campo (spesso hanno poche gare di A) decidono le sorti di big match, decidono cosa vedere, come vederlo, fanno diagnosi e prognosi e poi la comunicano all’arbitro di campo, condizionandolo. La famosa frase di Rocchi, «La presenza del VAR ammorbidisce l’arbitro? Se scopro questo non fa la Serie A» è diventata una bugia. L’ultima giornata fa scuola: se si fa moviola sul rigore tolto alla Fiorentina, perché non la si è fatta per la carica di Scalvini su Svilar? L’aggravante è che Rocchi, attraverso il responsabile dei club (ma ci sono davvero?) De Marco, ha fatto sapere ieri a Open VAR su DAZN che le due decisioni sono corrette. Ecco il corto circuito: se Fabbri prende 8.60 dopo quello che ha fatto a Bergamo, se Massa prende 8.60 dopo Lazio-Napoli, dove non ha capito proprio che partita aveva davanti, perché Guida (che ha diretto bene Inter-Bologna) prende lo stesso voto, 8.60 (il massimo è 8.70)? Come fossimo a scuola: per giustificare chi fa 2+2= 5 o scrive “un’altro” con l’apostrofo, diciamo che hanno fatto bene, come chi ha scritto un tema da 8. Non si può fare. E’ la fine.

A tutto Var

Comanda il VAR. Chi deve giudicare non riesce a capire che Marini “indottrina” La Penna, facendogli vedere e facendolo concentrare solo sulla maglietta presa per il collo (ma perché, Baschirotto non ha la mano destra sull’avambraccio sinistro di Piccoli?), suggerendo già la soluzione: «Gli mette una mano sotto al collo e cade da solo… vedi la sua maglia… la tiene, è fallo prima di Piccoli su Baschirotto». Il carico ce lo mette De Marco, portavoce di Rocchi: «Ottima chiamata». Come se la stazza di Baschirotto e il contatto basso sul piede sinistro di Piccoli non contassero. E Maresca a Bergamo che fa? Liquida velocemente il colpo che Svilar riceve da Scalvini (dalla retroporta alta si vede chiaramente la testa di Svilar che si gira di scatto): «E’ Rensch che ha una mano…. Il calciatore che disturba sensibilmente il portiere è il suo compagno di squadra. Non c’è alcun fallo di Scalvini. In questo momento ha già perso il controllo, è Rensch che va ad impedire la partita…». Col suggello di Rocchi/De Marco: «Il portiere della Roma perde il contatto con il pallone perché sbilanciato dal suo compagno Rensch». Sì, ok, ma il colpo che arriva subito dopo? E poi, la perdita di un pallone giustifica il fallo di un avversario? Ma dove sta scritto?


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Bufera arbitri, ormai non contano più niente: domina il Var. E per Rocchi va bene così
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