"L'Inter ha un problema di testa", Fabio Capello avvisa Chivu: "Con il Real Madrid recuperai nove punti al Barcellona"
Il giorno dopo è ancora una goduria per la sponda di Milano a tinte rossonere. Diverso lo stato d'animo di chi poteva uccidere definitivamente il campionato e invece si ritrova i cugini ad uno scomodo -7. Non sono ancora suonati gli allarmi in casa Inter ma, certo, la prestazione di ieri non ha regalato convinzioni extra. Allegri gongola, per alcuni il campionato potrebbe riaprirsi anche grazie ad un calendario piuttosto in discesa per il Diavolo. I conti, però, si fanno alla fine. Mancano dieci giornate alla fine di un campionato che sembrava già cucito sul petto dell'Inter e che, invece, sembra non aver ancora fatto partire i titoli di coda.
Capello elogia il Milan: "Ha vinto per una ragione"
A rilanciare l'entusiasmo in casa Milan ci ha pensato Fabio Capello che, ai microfoni di Sky Sport 24, ha fatto il punto della situazione il giorno dopo il derby portato a casa ancora una volta per 1-0 da quel fenomeno di Allegri. "È stato un bel derby, vinto dalla squadra che ha meritato di più", ha detto Capello. "Mi metto nei panni di Allegri e questa vittoria non è stata importante tanto per accorciare sull’Inter in un discorso scudetto, quanto per staccare su Napoli, Roma, Como e Juventus nella corsa Champions. Di fatto hanno blindato il secondo posto e questo è l'aspetto più importante per Max. Cosa avrà detto alla squadra? Te lo dico io: 'Abbiamo quasi raggiunto il primo obiettivo, che era quello di prendersi la Champions, però ora divertiamoci e proviamo a dare fastidio all’Inter'".
L'analisi di Capello diventa spietata quando analizza il deludente match disputato dall'Inter: "Ho visto una squadra affatto grintosa, non aggressiva, non cattiva. Più che altro tiepida. Non so da cosa sia dipeso, ma un derby giocato così non è da Inter mentre il Milan ha fatto una partita bella tosta nonostante un Leao evanescente e non al top. Il problema dell'Inter è che da qualche partita la palla gira troppo lentamente a centrocampo. Non ci sono quelle geometrie e quei cambi di campo che regalava Calhanoglu. In questo momento Chivu deve lavorare sulla squadra che è troppo lenta. L’assenza di Calhanoglu è un punto chiave perché è un capitano vero in campo. E poi l'assenza di Lautaro che è un altro pilastro perché sa regalare alla squadra una rabbia agonistica quando gli altri compagni giochicchiano il pallone. Un allenatore può urlare quanto vuole ma poi serve che in campo ci sia un giocatore che sappia dare la carica alla squadra. In un momento del genere Lautaro deve essere recuperato il prima possibile da Chivu".
