Tutti i segreti di Napoli-Milan: Conte contro Allegri, sfida all’italiana

Domani Antonio e Max, tra i nomi più suggestivi nella corsa al ruolo di ct della Nazionale, si giocano il secondo posto
Fabio Mandarini

Napoli-Milan, terza contro seconda, Conte contro Allegri: romanzo nazionale domani al Maradona. Il fascino della notte, un sold out da oltre cinquantamila spettatori per lo scontro diretto che vale il secondo posto in solitudine alle spalle dell’Inter, la gloria, le ambizioni e la solita, sana rivalità tra due degli allenatori più vincenti del nostro calcio. I dominatori degli ultimi quindici anni con undici scudetti in due - sei per Max, cinque per Antonio - e un totale di ventisette trofei. Basterebbe a introdurre la grande sfida di Pasquetta, c’è di tutto e ci sono anche fior di campioni in campo: da De Bruyne e Modric, a McTominay, Rabiot, Hojlund, Pulisic, Leao, Anguissa, Lobotka e Maignan. E invece, no. È azzurro Italia, il colore della copertina: troppo vicina la disfatta di Zenica, troppo forti le suggestioni Conte e Allegri. Ci sono anche loro nella lista ideale dei salvatori della patria: Antonio e Max candidati a furor di popolo per rianimare il calcio italiano e restituire i sogni agli italiani di ogni età, a dispetto di realtà incontestabili fino a prova contraria: Allegri è legato al Milan fino al 2027 (più opzione) e ieri ha giurato fedeltà, Conte ha un altro anno di contratto con il Napoli e studia il futuro con il club. Entrambi sono titolari di ingaggi importanti. Si vedrà, sì, ma il gran finale del turno pasquale in agenda alle 20.45 è anche questo. È Napoli-Milan, fratelli d’Italia.

Napoli-Milan, il clou

Lo scudetto, nel frattempo, è in poltrona a godersela. Gerarchie e orientamenti in vetta, tutto in discussione: luci al San Diego, signore e signori, si replica a 190 giorni dalla sfida d’andata. E questa volta, con il campionato senza più certezze incrollabili, l’incrocio sarà molto pericoloso per tutti e il pareggio non servirà a nessuno: il Milan, a -6 dall’Inter, è secondo con un solo punto di vantaggio e punta ad andare a +4 sul Napoli, a sua volta reduce dalle quattro vittorie consecutive che hanno dimezzato lo svantaggio dall’Inter (da -14 a -7) e seriamente intenzionato a provare il sorpasso sul Diavolo (+2).

Si direbbe una giornata chiave per le sorti del titolo e della Champions, considerando che oggi a San Siro c’è Inter-Roma


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A

Napoli, ecco la chance di sorpasso

Il Napoli avrà una nuova chance di superare il Milan dopo oltre cinque mesi: l’ultima volta che è stato sopra in classifica risale all’ottava giornata. Conte e Allegri, totem del passato della Juve e collezionisti di scudetti, vivranno la loro undicesima sfida in panchina: finora sei vittorie per Antonio, due per Max e due pareggi. Quest’anno siamo 1-1: il Milan ha vinto all’andata, il Napoli la semifinale di Supercoppa a Riyadh. Conte punta anche ad eguagliare i punti di un anno fa alla trentunesima (65) e ad allungare la striscia di imbattibilità in campionato al Maradona: in generale è a 25 partite di fila dal 2024, quest’anno invece è a quota 14. 

Conte, ecco i nuovi Fab

Molto stuzzicante il tema tattico: all’andata il Milan spaccò la partita con transizioni micidiali e una tenuta chic, mentre in Arabia fu il Napoli a non concedere nulla e ad affettare la difesa avversaria con la velocità di Neres e Hojlund.

Domani Neres non ci sarà, ma torneranno i Fab Four in versione riveduta e corretta: McTominay e De Bruyne trequartisti a sostegno di Hojlund. Guarda caso, Conte non schiera tutti i Fab dal primo minuto in campionato proprio da Milan-Napoli. A volte ritornano.


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Napoli-Milan, terza contro seconda, Conte contro Allegri: romanzo nazionale domani al Maradona. Il fascino della notte, un sold out da oltre cinquantamila spettatori per lo scontro diretto che vale il secondo posto in solitudine alle spalle dell’Inter, la gloria, le ambizioni e la solita, sana rivalità tra due degli allenatori più vincenti del nostro calcio. I dominatori degli ultimi quindici anni con undici scudetti in due - sei per Max, cinque per Antonio - e un totale di ventisette trofei. Basterebbe a introdurre la grande sfida di Pasquetta, c’è di tutto e ci sono anche fior di campioni in campo: da De Bruyne e Modric, a McTominay, Rabiot, Hojlund, Pulisic, Leao, Anguissa, Lobotka e Maignan. E invece, no. È azzurro Italia, il colore della copertina: troppo vicina la disfatta di Zenica, troppo forti le suggestioni Conte e Allegri. Ci sono anche loro nella lista ideale dei salvatori della patria: Antonio e Max candidati a furor di popolo per rianimare il calcio italiano e restituire i sogni agli italiani di ogni età, a dispetto di realtà incontestabili fino a prova contraria: Allegri è legato al Milan fino al 2027 (più opzione) e ieri ha giurato fedeltà, Conte ha un altro anno di contratto con il Napoli e studia il futuro con il club. Entrambi sono titolari di ingaggi importanti. Si vedrà, sì, ma il gran finale del turno pasquale in agenda alle 20.45 è anche questo. È Napoli-Milan, fratelli d’Italia.

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Lo scudetto, nel frattempo, è in poltrona a godersela. Gerarchie e orientamenti in vetta, tutto in discussione: luci al San Diego, signore e signori, si replica a 190 giorni dalla sfida d’andata. E questa volta, con il campionato senza più certezze incrollabili, l’incrocio sarà molto pericoloso per tutti e il pareggio non servirà a nessuno: il Milan, a -6 dall’Inter, è secondo con un solo punto di vantaggio e punta ad andare a +4 sul Napoli, a sua volta reduce dalle quattro vittorie consecutive che hanno dimezzato lo svantaggio dall’Inter (da -14 a -7) e seriamente intenzionato a provare il sorpasso sul Diavolo (+2).

Si direbbe una giornata chiave per le sorti del titolo e della Champions, considerando che oggi a San Siro c’è Inter-Roma


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