Indagine al di sotto di ogni sospetto

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport-Stadio
Ivan Zazzaroni
3 min

Seguendo Milan-Juve non riuscivo a non pensare ai tifosi che avevano pagato 139 euro una curva, secondo anello, ma anche alla valanga di merda che un’indagine al di sotto di ogni sospetto ha scaricato su Gianluca Rocchi. Non ho una grande considerazione della categoria arbitrale e devo dire che i fatti mi danno troppo spesso ragione. Ci sono anche quelli bravi, certo, ma la maggioranza degli approdati al “professionismo” è composta da soggetti vittime del loro narcisismo ai quali un giorno apparve l’arcangelo Agnolin invitandoli a fischiare tanto e a estrarre cartellini. Con il passare delle stagioni, però, quella che era una vocazione si è trasformata per tanti in un lavoro di irrinunciabili visibilità e guadagni con annessi (e connessi) gli elementi e le distorsioni di un mestiere vero e proprio.

Prendersela con Rocchi è normale e anche un po’ sadico , essendo lui il designatore, ovvero il volto riconoscibile della categoria. Di una categoria che avrebbe dovuto essere rifondata 5 anni fa dopo lo scandalo D’Onofrio e che non ha saputo gestire la ripartenza e la novità del Var finendo per farsi con fondere da malumori, pressioni e interessi.

Rocchi si è subito autosospeso e credo che abbia deciso di chiudere col mondo arbitrale. «Lotterò con tutto me stesso per la persona, non per il designatore», gli hanno sentito dire. Spero che da questa vicenda esca pulito (per me lo è): il più grosso errore che ha commesso è stato quello di credere di poter sopravvivere a una faida tra clan . Il settore, un autentico verminaio.

Spero inoltre che il presunto scandalo non venga strumentalizzato da chi non vuole arrivare alle elezioni presidenziali poiché punta al commissariamento della Federcalcio. Confido sempre e comunque nel buonsenso e nella correttezza del Ministro Abodi che dovrebbe finalmente confrontarsi con i due candidati. Il commissariamento autorizzerebbe la politica a mettere le mani sul calcio. Meglio lasciarlo a chi lo sa trattare, pur se negli ultimi vent’anni il movimento non ha saputo esprimere manager di livello, i più attrezzati under 70 restano Beppe Marotta, 69 anni, Claudio Fenucci, 66, e Umberto Gandini, 66. Tra gli esterni, Malagò non ha rivali.

Ma torniamo a parlare di calcio giocato , come vorrebbe Gasperini. Ah, perché Milan-Juve è stato calcio ? I primi trenta minuti uno spot per il curling. Il resto, il manifesto del timore di complicarsi il percorso verso la zona Champions , il mini-scudetto dei bilanci.


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