Caos arbitri, Simonelli gioca in difesa ma il Governo pressa: l’idea commissariamento è concreta
La Figc è chiamata a eleggere democraticamente il successore di Gravina il 22 giugno ma dalle parti di Palazzo Chigi continua a soffiare forte il vento del commissariamento, cavalcando la nuova bufera dell’indagine milanese sul mondo arbitrale. Ieri il ministro dello Sport Abodi non ha rilasciato dichiarazioni, dopo il post social di sabato che non lasciava spazio a interpretazioni, ma dalla maggioranza di governo sono arrivate dichiarazioni piuttosto esplicite sul punto. Se da Roma via Allegri tace, essendo il vertice federale dimissionario, da Milano via Rosellini non resta in silenzio.
Caos arbitri, la Lega di Serie A gioca in difesa
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha fatto sentire la voce delle istituzioni calcistiche: «Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato». Simonelli fa appello al garantismo: «C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica. Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del Coni si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all’epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare».
La spinta del governo per l'opzione commissariamento
Di ben altro avviso il governo, che spinge da tempo per l’opzione commissariamento. Sabato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, l’aveva ventilata tra le righe: «Mi aspetto di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze». Opzione già evocata all’indomani della sconfitta contro la Bosnia, ma in quel momento bloccata sul nascere. La maggioranza ieri è tornata alla carica. «La Lega serie A avrebbe fatto meglio a tacere - ha detto il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi -. Bisogna fare presto proprio per togliere ogni ombra. Chiunque abbia sbagliato deve pagare. Con tutte le garanzie civili e di legge». La Lega è ancora più diretta: «Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà - si legge in una nota -, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove».
