Caos Roma-Lazio, uno scontro istituzionale mai visto: la Lega attacca il prefetto e lancia un ultimatum

La Lega attacca il prefetto: "Intervento pericoloso". Il derby rivisto al Tar,  spostato a lunedì sera per l’ordine pubblico
Giorgio Marota
6 min

Sul derby di Roma, fissato d’autorità a lunedì sera, è saltata ogni forma di diplomazia e sono volati gli stracci. La spaccatura istituzionale tra la Lega Serie A e la Prefettura della Capitale è qualcosa di inedito e, per certi versi, clamoroso: due giorni fa, da Milano, si sono affrettati a confermare alle ore 12.30 di domenica 17 maggio la stracittadina e con essa tutte le altre partite che coinvolgono la lotta Champions, cioè Pisa-Napoli, Como-Parma, Juve-Fiorentina e Genoa-Milan, nonostante da giorni la politica nazionale e locale e le autorità incaricate di garantire l’ordine pubblico suggerivano opzioni differenti per evitare di sovraccaricare l’area del Foro Italico, dove nello stesso pomeriggio si terranno le finali degli Internazionali di Tennis alla (probabile) presenza del Presidente Mattarella e con un afflusso straordinario di persone.

 

 

Le parole del Questore

Il Questore di Roma, Massucci, si era appellato al «buon senso». La direzione presa dalla Lega - volta anche a sposare le esigenze televisive, oltre che pensata per evitare stadi mezzi vuoti in un giorno feriale - è stata dunque vista come una sfida in contrasto a quella timida indicazione. Non a caso, ieri mattina il prefetto Giannini aveva detto «ho serie perplessità che il derby si giochi di domenica» e un paio d’ore dopo ha fatto diramare questo comunicato che lascia spazio a poche interpretazioni: «Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà lunedì 18 maggio 2026 alle ore 20.45». L’autorità di pubblica sicurezza detta la linea e appare quanto meno complesso immaginare che un tribunale amministrativo, al quale la Serie A si rivolgerà stamattina, possa invertire la rotta. La decisione del Tar del Lazio arriverebbe in 48 ore, quindi giovedì sera o venerdì mattina al massimo. Va da sé che, scavalcando il prefetto, i giudici si prenderebbero una responsabilità enorme. E se poi qualcosa dovesse andare storto?

Lo scontro istituzionale

La Serie A ha quindi lanciato un ultimatum al prefetto, ricordando come le stesse autorità che oggi impongono la notturna avevano lasciato intendere che non sarebbe più stato possibile giocare la stracittadina senza le luci del giorno. L’ultima volta che il derby si è disputato di notte, ad aprile del 2025, il quartiere è stato messo a ferro e fuoco e ben 13 agenti sono rimasti feriti. «Si è posto in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte e non tiene in alcun conto che il differimento di Roma-Lazio, in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria, determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa», si legge nella durissima nota della Serie A. Che incredibilmente non fa sconti al prefetto: «Questa tendenza interventista delle Prefetture e delle Questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi, ai Club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare, rappresenta un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l’organizzazione di eventi nel nostro Paese». Una delle tesi sostenute da Via Rosellini è che negli anni si siano giocati tanti match a capienza massima (come le finali di Coppa) in concomitanza con il Master del tennis. Il caos, in qualsiasi caso, si sarebbe potuto evitare se gli uomini che muovono l’algoritmo del calendario avessero previsto la data di un evento mondiale e fatto in modo di non far capitare in quella giornata una partita ad alto rischio come il derby. Una situazione che Sport e Salute aveva segnalato in tempi non sospetti. «Mancano pianificazione e sensibilità», furono le parole dell’ad Diego Nepi Molineris il 6 giugno 2025.

 


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