El Shaarawy, l'ultimo reduce: perché il post di addio, con migliaia di commenti, è diventato virale. E perché è così amato

Stephan, più di Pellegrini, ha giocato con Totti, De Rossi, Salah e tanti campioni di una Roma che non c'è più. Ma i romanisti gli riconoscono anche tanto altro
Chiara Zucchelli
5 min

È stato bello, Stephan El Shaarawy. E anche tanto vero. Ieri sera, cogliendo in contropiede tanti, ElSha ha salutato la Roma con un bellissimo video su Instagram. Ha scelto di parlare alla città e ai tifosi che gli hanno cambiato la vita e la carriera e lo ha fatto perché quella di domenica sarà la sua ultima partita all'Olimpico. Ha scelto di salutare tutti con discrezione, senza chiamate degli amici degli amici per annunciare che no, il rinnovo non sarebbe arrivato. La Roma glielo ha comunicato, Stephan ha preso atto, ringraziato, salutato. Così si fa. E così ha sempre fatto, lui che ha tanti interessi fuori dal campo e svariate attività, solo in parte legate all'essere stato uno dei primi calciatori social, uno dei pioneri di quel nuovo modo di fare calcio, dove l' azienda va di pari passo con lo sport. Solo su Instagram, dove il video di saluto in neppure dodici ore è stato visto da due milioni e mezzo di persone (con oltre 16mila commenti), ha quasi sei milioni di follower, tanti dall'estero, tantissimi da quella Roma che ha imparato a conoscerlo, amarlo, apprezzarlo. Roma è stata casa e non solo perché ne ha acquistata una e ha messo radici.

El Shaarawy, dove si sposerà con Ludovica Pagani

Tra un mese si sposerà con la compagna Ludovica Pagani: hanno scelto una villa a Frascati che dall'alto guarda la capitale e chissà che non sia, anche questo, un modo per salutare e mettersi alle spalle dieci anni. Arrivò a Roma nel gennaio 2016 dal Milan, via Monaco: aveva poco più di 23 anni, per qualcuno era già un veterano sul viale del tramonto che doveva riscattarsi. Nella prima intervista disse: "Prometto serietà, impegno e umiltà". Ha mantenuto i matti. L'esordio da sogno arriva contro il Frosinone: gol di tacco ed eccomi qui, pronto a "dare una svolta alla mia carriera". A fine stagione, dopo il prestito oneroso, il riscatto a tredici milioni. Tutto fila liscio per tre anni, a luglio 2019 l'arrivederci: va allo Shanghai Shenhua, nuova vita, nuovo (ricchissimo) stipendio a cui era pure pronto a dire di no, se la Roma lo avesse trattenuto. Pochi mesi dopo il mondo cambia: c'è il Covid, El Shaarawy vuole tornare in Italia e dice al fratello - agente che il ritorno alla Roma è la priorità. Lo "zio" come lo chiamano tutti a Trigoria ha un tarlo: è convinto che prima o poi arriverà un trofeo e vuole essere presente.

Tirana per sempre

A chi lo conosce racconta: "Sono certo che in due o tre anni la Roma vincerà qualcosa. Quel giorno ci voglio essere". Chiamalo sogno, profezia, emozione: succede. El Shaarawy rientra sempre a gennaio, stavolta del 2021, dopo 21 giorni di isolamento Covid. Sembrava una beffa. Dice: "Fosse per me non andrei più via". Non ce l'ha fatta, ma il trofeo che voleva se l'è portato a casa. E mica solo quello, la Conference League a Tirana, con Mourinho in panchina che a volte lo chiamava Stefano e altre semplicemente Shaarawy, senza El. Stephan porta via un amore infinito da parte dei tifosi, il rispetto di una società a cui mai ha detto no: uomo immagine quando serviva in tv e in conferenza, disponibile per tutte le iniziative del club, leader generoso dentro e fuori lo spogliatoio. Ha regalato ai romanisti il privilegio di vedere il video dell'ultimo discorso di De Rossi da capitano, ha indossato la maglia giallorossa 346 volte (quattordicesimo all time) e nella rosa attuale è dietro solo a Pellegrini e Cristante. Ai compagni ha svelato tutto qualche giorno fa, l'ultimo pranzo di squadra è stato fatto a casa sua, i tifosi li saluterà domani dopo il derby. Andando sotto quella curva che è stata casa e rifugio e in cui, sicuramente, prima o poi andrà a vedere una partita da titoso. Con gli amici di sempre, quelli che in questi anni non lo hanno mai lasciato solo. Perché è stato bello. Ed è stato tutto vero.


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