© LAPRESSE Italiano alza la voce: cosa farà oggi per dare la scossa al Bologna
Un Bologna «all’invece», così avrebbe definito Renzo Ulivieri il Bologna di domenica notte a San Siro contro il Milan, la cui traduzione è la seguente: è stato l’anti-Bologna di Vincenzo Italiano, il contrario di come lo stesso Italiano lo vuole. Senza ritmo, non aggressivo, non intenso, non applicato, con poca fame e capace di fabbricare solo fumo e aria fritta. Perché quando nel corso di una partita finisci per non fare neanche un tiro in porta, non ti resta che rimboccarti le maniche e cancellare subito quello che è stato. E cioè uno dei peggiori Bologna di Italiano. Certo, è vero che davanti aveva il Milan, e ci mancherebbe solo che il Bologna a San Siro contro il Milan non possa perdere, ma parliamoci chiaro, una volta sottolineato come sia caduto nella trappola di Max Allegri che è come se avesse regalato il pallone ai calciatori rossoblù temendo (e illudendosi) che giocassero da vero Bologna, va aggiunto come il Bologna stesso abbia contraccambiato questo pensiero dolce con il dono fatto a Modric. Perché la chiave di lettura della notte rossoblù di San Siro è il modo in cui è arrivato il gol di questo eterno fuoriclasse senza confini: prima ha corso per una quarantina di metri avendo capito quella che era l’idea di Saelemaekers poi ha calciato indisturbato e battuto Skorupski. Fabbian dov’era? Nella terra di nessuno a raccogliere le margherite, ma anche tutto il resto del Bologna è rimasto a guardare Modric e le altre stelle, e anche questo è grave. Come è stata grave la mancanza di una reazione a quel gol che mai una squadra con la testa dentro la partita avrebbe preso.
Gli errori e le colpe del Bologna
Non fatevi idee sbagliate, Italiano ha usato toni pacati ed espresso contenuti carichi di comprensione per i suoi calciatori davanti ai taccuini e ai microfoni, da una parte è evidente che abbia evidenziato la prestazione molto dispari della propria squadra soprattutto nella seconda parte ma da un’altra non è tornato a rendere di nuovo pubblici quei concetti messi in piazza al termine dell’amichevole persa contro l’Ofi Creta, quando aveva invitato il Bologna anche a dimenticare le feste del passato e a rimettere la testa sul manubrio, perché solo così avrebbe potuto dare un seguito a quanto di speciale aveva costruito. No, negli spogliatoi non sarebbe stato altrettanto tollerante e indulgente per quello che aveva visto poco prima, ma nonostante non abbia mai alzato troppo la voce eccome se ha rimarcato con decisione e fermezza quelli che erano stati gli errori via via commessi, come l’atteggiamento sia stato per una bella fetta di partita sbagliato e come ancora una volta il Bologna sia stato superficiale, non avendo annusato e percepito mai il pericolo, e anche come nel secondo tempo non sia mai riuscito ad andare nell’uno contro uno nonostante tre calciatori del Milan (Estupinan, Tomori e Saelemaekers) giocassero con un cartellino giallo sul groppone.
