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Cellino esclusivo: "Tonali vuole Juve o Inter. Nainggolan tornerà alla Roma"

È stato il primo presidente a opporsi alla ripartenza. Ha cambiato idea soltanto quando ha capito che non c’erano alternative. Da Balotelli al gioiello del Brescia, è sempre al centro: "Mario? Scommessa persa. Lotito mi soffre"

Cellino esclusivo: "Tonali vuole Juve o Inter. Nainggolan tornerà alla Roma"
© ANSA

«Vieni a trovarci», mi scrive Massimo Cellino «c’è anche mia moglie. Siamo ancora mezzo accampati, però è bello». Lo raggiungo il giorno dopo sul lago di Garda dove vive da quando ha preso il Brescia. Altro messaggio: «Sono solo, mia moglie e mio figlio sono fuori a pranzo. Io sono rimasto a casa perché sono grasso come un p.». La villa che ha acquistato da poco è elegante, una palazzina bianca su due piani, il verde sfolgorante dei giardini che la circondano, l’azzurro del lago che non è ancora dorato ma non si può avere tutto. Uno spettacolo. Scatta la visita guidata in una giornata di sole intermittente, Cellino quasi si sorprende delle soluzioni adottate dall’ex proprietario che l’aveva costruita per sé e ha dovuto venderla. «Penso di aver fatto un affare», confida mostrandomi la dependance. «Queste camere le ho scoperte solo in un secondo tempo». La piscina è a sfioro, il gazebo arredato e con tanto di piano cottura a scomparsa. La vista è invidiabile, l’isolamento prezioso. Indossa pantaloncini e maglietta, sta bene, il virus è dimenticato. «Diciassette giorni mi è stato addosso, quel bastardo, avevo perso gusto e olfatto. Febbre no, uno stato di malessere generale, niente di più».

La chiacchierata tocca tutti i punti possibili, dal confidenziale all’impubblicabile, da Tonali a Balotelli, dalla retrocessioneche è molto più di un rischio») alla Lega, da Gravina a MalagòGiovanni è un fratello, siamo stati ragazzi insieme, indimenticabili le nostre estati a Porto Rotondo»), da Lotito a De Siervo, a Bogarelli, Cairo, Preziosi, Micciché, Sibiliaqualcuno pensava di poterlo manovrare, ma si sbagliava»). Cellino governa informazioni e voci, retroscena e segreti. Si accende una sigaretta, l’unica. «Inizialmente ero contrario a ripartire, non mi sembrava possibile. L’ho detto e ripetuto pubblicamente, a differenza di altri non mi sono mai nascosto. Quando mi sono reso conto che molti miei colleghi erano in grossissime difficoltà economiche, senza più un euro e soprattutto dopo aver scontato anche l’ultima rata delle televisioni, quella che non hanno ancora incassato, ho capito che bisognava ricominciare. Si deve giocare, e allora giochiamo. Mi stavano bene anche i playoff, avremmo finito a metà luglio. E perfino le due retrocessioni, io c’ero dentro ma chi se ne importa. Temo che non ci fossero in cassa neppure i soldi del paracadute. Ho detto ripartiamo pur sapendo che alla fine l’avrei preso in quel posto, io che ho i bilanci a posto, che non ho un debito con le banche, io che nel Brescia ho messo 45 milioni, se consideriamo il centro sportivo realizzato a mie spese. Adesso non ho alcuna intenzione di arrendermi, sono indietro di nove punti quando mancano dodici partite e la squadra sta bene. Spero solo di essere trattato meglio dagli arbitri, mi piacerebbe finire le partite in undici. Se retrocedo mi assumo le mie responsabilità, ci ho messo del mio. E la scommessa Balotelli l’ho persa di brutto». [...]

Puoi sempre consolarti con Tonali.

«Mi conosci da tanti anni, sai che di certi giocatori m’innamoro e non vorrei mai venderli. Costruirgli attorno una bella squadra, una squadra da soddisfazioni, era il mio sogno. Mi rendo conto però che il ragazzo ha traguardi personali importanti, una famiglia che lo segue, in particolare la madre. Nasser lo vorrebbe a Parigi, mi ha scritto anche oggi, ma lui in Francia non vuole andare. Inter e Juve le destinazioni che preferisce. De Laurentiis mi ha offerto 40 milioni, la Fiorentina è pronta a fare carte false, ma il suo destino è abbastanza segnato. Prima del covid il Barcellona era arrivato a 65 milioni più due ragazzi molto interessanti valutati 7 e mezzo a testa, uno era un esterno difensivo. Credo che i dirigenti catalani abbiano ricevuto una risposta che non hanno gradito. E non da Tonali. Sandro è un bambino che si illumina non appena vede un pallone, in campo gli ho visto fare cose impressionanti, lanci precisissimi di quaranta metri, contrasti perfetti, corto e lungo sono i suoi punti di forza, in un centrocampo a tre può giocare ovunque. La personalità… Si sacrifica per la squadra, prima della sospensione mi aveva nascosto un’infiammazione del quadricipite, voleva dare una mano ai compagni. Quando ce ne siamo accorti abbiamo dovuto fermarlo con la forza».  [...]

Se ti dico Nainggolan?

«Difficile non volergli bene, l’ultima volta che ci siamo visti mi ha abbracciato forte. Secondo me torna alla Roma, è il suo sogno, è rimasto folgorato dalla città, dall’ambiente. Radja è capace di darti tutto».

Leggi l'intervista completa sull'edizione del Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola

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