Pagina 2 | Bravo, scomodo e litigioso: Fabregas può soffiare la Champions a Spalletti e Gasperini
Fabregas e il mare in cui ha scelto di nuptare
Fabregas si è scelto il mare in cui nuotare. E in questo mare ha scalato posizioni, ha conquistato la prima fila. Cesc è stato un grande calciatore, un signor centrocampista protagonista nell’Arsenal, nel Barcellona, nel Chelsea dove ha vinto due campionati con Mourinho e Conte. Non proprio due paladini dell’estetica. In campo era l’eleganza fatta persona ma in nazionale titolare giocava Busquets che randellava spesso e volentieri. Fabregas in Italia si è dato il tempo di ambientarsi. E ha rapidamente capito che è preferibile farsi cucire l’etichetta da esponente del calcio raffinato, contemporaneo. Si è fatto immediatamente adottare dal filone opinionistico che dispensa certificati e ama i tecnici che non giocano puntando alla banalità del risultato. Nella realtà, invece, ha sempre avuto ben presente che il calcio è sangue e merda. Non ha mai dimenticato che ha vinto con Conte e Mourinho. E che, in nazionale giocava Busquets e non lui. Risultato: il Como a calcio a sa giocare ma sa giocare in tutti i sensi. Sa costruire e sa anche distruggere. Se c’è da menare, mena. Sono campioni di falli tattici. Se c’è da perdere tempo, perde tempo. Se c’è da lasciarsi cadere in terra, i giocatori si lasciano cadere. L’idealismo lo lasciano a chi a calcio non ha mai giocato e prova a trasformarlo in PlayStation. Qui sta la grandezza di Fabregas.
È come se fosse un istruttore di arti marziali. Insegna le figure ma anche a come utilizzarle per difesa personale. Il Como è quarto con il terzo miglior attacco e la seconda miglior difesa del campionato: appena un gol subito in più del Milan. che litigate. Conosce troppo bene il calcio per non sapere che in quest’ambiente essere simpatico è sinonimo di essere stupido. Dei complimenti non sa che farsene. Non a caso, ha ormai abbandonato il ruolo di predicatore del football. Litiga spesso e volentieri. A Milano se ne disse di ogni con Allegri quando si incrociarono in sala stampa. Sa fare anche il paraguru come quando toccò Saelemaekers che gli passò davanti per poi profondersi in scuse che potremmo definire alla Bastoni. Domenica, ha avuto un battibecco con Gasperini che a fine match non ha voluto stringergli la mano e ha detto chiaro e tondo che a lui i comportamenti del Como – in campo e in panchina – non piacciono. Sono tutti punti che Cesc sta incassando. Prima diventi antipatico, prima significa che sei diventato temibile. E il suo Como oggi è la squadra favorita per arrivare quarta e quindi entrare in Champions. Davanti a Juventus, Roma e Atalanta. Sembra una barzelletta. Fabregas è entrato nel mondo degli adulti. Allenando solo a Como. È stato bravo. Molto. Anche a scegliersi il percorso. L’intelligenza serve. Sempre.