Fiorentina, questa è una notte da 10

Il commento di Alessandro Mita sulla partita di stasera della squadra di Italiano
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Alessandro Mita

FIRENZE - Trentuno di agosto e siamo già a una partita che vale la stagione. Il 2023-2024 è appena all’inizio, il mercato non è ancora chiuso e la Fiorentina si gioca un (grande) pezzo della sua annata, con tutti i fastidiosi risvolti del caso qualora si verificasse quello che nessuno osa neppure pensare. Ma questo gruppo, la squadra di Vincenzo Italiano, il carattere l’ha sempre dimostrato, sia non mollando nelle partite che si mettono male, sia negli appuntamenti importanti. Basti pensare alla semifinale di ritorno contro il Basilea della passata Conference, quando c’era da ribaltare l’1-2 del Franchi. Stasera serve quella Fiorentina, una Fiorentina che sappia coniugare il suo bel calcio alla continuità e alla concretezza e che non commetta gli errori difensivi e di concentrazione che fanno imbestialire il suo allenatore e che una parte della tifoseria imputa poi allo stesso Italiano. Perché il Rapid Vienna è una squadra tosta ma non imbattibile e i viola hanno la possibilità di centrare la qualificazione. Anche in un confronto che non è simmetrico: gli austriaci (il cui campionato è iniziato il 28 luglio ma che già il 23 hanno giocato nella coppa nazionale) sono alla decima gara stagionale, i viola solo alla quarta.

Fiorentina, una notte da dieci

I calendari differenti si riflettono in maniera pesante sui playoff di agosto, ma se la Fiorentina è svantaggiata atleticamente non lo è dal punto di vista tecnico. Basta solo che la squadra giochi una partita da 10, cioè ci metta dentro il meglio fatto vedere nei 90 minuti contro il Genoa e nei primi 45 minuti con il Lecce. Il resto dei 270 minuti giocati finora (a parte qualche sprazzo della ripresa a Vienna) forse non servirebbe a niente, neppure contro un Rapid forte fisicamente e dotato di grande rapidità ma, ripetiamo, perforabile. Una notte collettiva da 10 e all’interno di questa notte serve anche il massimo della qualità da chi il 10 lo porta sulle spalle, cioè Nico Gonzalez. Oggi l’argentino vale probabilmente più di quando è arrivato a Firenze nel 2021. Il suo modo di giocare si è pian piano evoluto: esterno nella linea a tre dietro il centravanti, certo, ma anche libero di muoversi, di accentrarsi, di farsi ispirare dall’istinto. Contro il Lecce, nel primo tempo, ha giocato una partita splendida, fra gol, assist, intuizioni, dribbling. Potere del numero 10, che a Firenze responsabilizza e galvanizza, potere anche di una libertà che evidentemente Italiano gli ha concesso in maniera più marcata. Stasera la partita che vale un pezzo di stagione ha bisogno di essere piegata a favore dei viola anche dal suo talento calcistico.


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