Il discorso della moglie di Commisso: "Porteremo avanti quello che lui ha iniziato"
"Continueremo a portare avanti quello che lui ha iniziato a fare con la stessa determinazione e con lo stesso amore". Tanta commozione e determinazione nelle parole scelte da Catherine Commisso nel suo discorso tenuto durante la messa in suffragio per il marito. "Rocco non era soltanto una persona eccezionale, una persona molto rara, Rocco è stato un grande esempio nel volere bene agli altri, non solo alla sua famiglia ma a tante persone che ha incontrato nella sua vita. Prima di pensare a sé stesso Rocco pensava agli altri e la sua generosità la vedevano tutti quelli chi gli stavano attorno". Catherine, che ha passato cinquant'anni di matrimonio al fianco del marito, ne ha voluto ricordare il percorso dall'Italia agli Stati Uniti: "È partito dall'Italia poco più che bambino, ci è tornato dopo una vita molto difficile e faticosa dove ha conquistato e raggiunto passo dopo passo, tutti gli obiettivi lavorativi che desiderava raggiungere e aveva nella sua testa. Io e Rocco ci siamo incontrati molto presto, molto giovani e abbiamo fatto questo cammino per oltre 50 anni insieme, con la benedizione di vedere crescere i nostri figli e di vedere anche le imprese che avevamo costruito e di conoscere tante persone. Percorsi di vita e di lavoro basati sempre sulle persone. Sui valori della cristianità e il guardare al bene di una comunità. Rocco credeva nella famiglia, nei valori e nel lavoro. Sapeva essere diretto e anche deciso e al tempo stesso gentile e disponibile con tutti. Ha lasciato un segno che rimarrà per sempre da una parte e dall'altra dell'Oceano, in America e in Italia, un segno profondo nel cuore di tante persone". "Rocco - ha aggiunto - era anche molto divertente e mi ha fatto sorridere e stare felice davvero tante volte e in certi momenti con la sua passione per la musica, perché a lui piaceva moltissimo suonare la fisarmonica e anche il piano, abbiamo passato momenti speciali così come sono stati speciali tanti momenti della sua e della nostra vita da quando è entrato nel mondo del calcio, con la sua Fiorentina. Rocco voleva restituire alla sua terra e al gioco del calcio, tutto quello che gli avevano saputo dare. Così arrivati a Firenze, ha anche pensato a dare una casa per la Fiorentina, una casa che porta e porterà il suo nome: il Rocco B. Commisso Viola Park. Una casa che in quasi 100 anni di storia del club nessuno aveva mai saputo realizzare, dove riunire tutte le squadre, i ragazzi e le ragazze, gli staff e i dipendenti". "Rocco - ha proseguito - era una persona molto semplice e molto affettuosa, dal suo arrivo ha chiamato 'figli' tutti i suoi amati calciatori, ha abbracciato chi lavorava nel club, ha dato fiducia a chi lo meritava. Non si è mai fermato davanti alle difficoltà e ha sempre combattuto per riuscire a fare qualcosa di importante con tanta forza e volontà, Rocco è riuscito a trasformare i suoi sogni e quelli di tanti altri in realtà". "Ho tanti ricordi qui a Firenze, tutti con Rocco e li voglio tenere stretti, ben impressi nella mia memoria e nel mio cuore. Ma sono contenta che tutti voi lo abbiate conosciuto esattamente com'era e per come si faceva chiamare semplicemente: Rocco", ha concluso.
Giuseppe Commisso, il discorso per il padre Rocco
"Avrebbe voluto salutare Firenze, la città che lo ha accolto, abbracciato e ricambiato con amore" ma "questa sera lo facciamo noi - e gli facciamo anche una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. E voglio che lo sappiate: sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina - con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto e, insieme ad Alessandro Ferrari e Mark Stephan - e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per questo club - continueremo il percorso iniziato, con umiltà, unità e cuore". Il discorso del figlio primogenito di Rocco, Giuseppe B. Commisso, è stato accolto tra tanti applausi. "Grazie, Firenze, per l'amore che avete dimostrato alla nostra famiglia. Il vostro amore per mio padre è il più grande onore di tutti. Vi voglio bene", ha anche detto Giuseppe B. Commisso che poi alla fine della funzione ha stretto mani ai tifosi viola e ha ricevuto numerosi applausi e incoraggiamenti. Nella cattedrale di Santa Maria del Fiore c'erano oltre 2.000 persone. "Non dimenticherò mai - ha aggiunto Giuseppe Commisso - il suo primo giorno al Franchi, in piedi sul campo, mentre guardava verso il popolo di Firenze. Era profondamente commosso da voi e disse semplicemente: 'Vi voglio bene'.
In questi ultimi giorni avete mostrato alla nostra famiglia qualcosa che non dimenticheremo mai. Ho visto fiori, sciarpe e messaggi scritti a mano ai cancelli del Rocco B. Commisso Viola Park. Ho letto 'Grazie Rocco'. E ho sentito quell'amore profondamente. E voglio condividere una cosa importante per la nostra famiglia: in suo onore, e perché era ciò che lui desiderava, la Fiorentina utilizzerà sempre il nome completo, Rocco B. Commisso Viola Park, in ogni comunicazione. Ci sentirete chiamarlo così, ed è semplicemente perché siamo arrivati a credere in una cosa: pronunciare il suo nome è un modo per tenerlo vicino. Ogni volta che il suo nome viene detto, il suo dono a Firenze viene ricordato". "Mio padre era un uomo straordinario, diretto e determinato, pieno di cuore e profondamente leale verso le persone a cui voleva bene - ha spiegato - E Firenze ha conosciuto questo lato di lui", negli Stati Uniti, "ha costruito Mediacom partendo da zero, non solo come azienda, ma come una missione fondata sul lavoro, sulla dignità e sul rispetto delle persone. E non ha mai dato troppo peso ai titoli: diceva a tutti, 'Chiamatemi Rocco', non ceo, non presidente. Poi nel 2019 ha acquistato la Fiorentina", "l'ha scelta per restituire al calcio italiano ciò che il calcio gli aveva dato e ha regalato al club una casa su cui costruire le fondamenta del suo futuro". Giuseppe B. Commisso ha anche fatto sapere che Rocco "voleva una Firenze di nuovo orgogliosa della maglia, dello spirito, di ciò che la Fiorentina rappresenta. In pochi anni la Fiorentina è tornata sui palcoscenici più importanti" raggiungendo "una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui le ha vissute come uno di voi, col cuore in mano. Mio padre diceva spesso sorridendo: 'Guidare Mediacom è difficile… ma la Fiorentina è ancora più difficile'. E poi: 'Ed è per questo che la amo ancora di più'", "a Mediacom, e poi alla Fiorentina e qui a Firenze, aveva un dono raro: faceva sentire le persone parte di qualcosa. Rispettava tutti, i più potenti e i più umili".
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