Fagioli, una nuova forza mentale e la mossa di Vanoli: il segreto dietro la sua rinascita
Un altro gol, un altro gol decisivo accanto a una prestazione come si dice solida, ricca di qualità ma anche di sostanza: signore e signori amanti del calcio, Nicolò Fagioli. E se la Fiorentina sta trovando, ha trovato, la guida verso la salvezza, è bene che anche il calcio italiano nell'opera di rifondazione della Nazionale dia davvero un'occhiata a Firenze e alla squadra viola (sabato a Verona erano sei i titolari con passaporto tricolore). Soprattutto, al centrocampista piacentino.
Fagioli, leader indiscusso della Fiorentina
Che si è preso i compagni sulle spalle, che ha indossato la corazza per difendersi da tutto e da tutti (anche al Bentegodi), segno di una personalità (ri)trovata che è alla base dei risultati personali, somma di carattere (nuovo) e cifra tecnica (vecchia). Un mix semplice nella sua ricetta, ma difficile, forse difficilissimo, nella sua espressione per chi a 25 anni “non ha più tanto tempo da perdere” (cit. Fagioli appunto) e allora ha dovuto accelerare l'opera di affermazione attesa da tanto, troppo tempo. Questa davvero sembra essere la volta giusta e ci sono i numeri a testimoniarlo come sempre e come prova indiscutibile. E i numeri non sono soltanto il gol segnato a Verona (rete da tre punti di platino alla Fiorentina complici le sconfitte di Lecce e Cremonese appaiate al terz'ultimo posto), che va a sommarsi a quello di valore non meno eccelso al Sinigaglia nella vittoria-svolta contro il Como, ma anche di minuti giocati, della quantità finalizzata a sostenere una qualità mai in discussione. Dal 14 dicembre (non una data a caso: Fiorentina-Verona, la prima partita della stagione in cui Fagioli ha dimostrato di poter provare a muoversi come il suo idolo Modric), quella di sabato è stata la diciassettesima gara di fila dal primo minuto in campionato per il regista viola, di cui ben dodici senza saltare un minuto (e quando è uscito è stato giusto dall'80' in poi) e, di queste, quattro sono ancora consecutive: Parma, Cremonese, Inter e Verona, nelle quali la Fiorentina ha raccolto otto punti e messo insieme un pezzo consistente di salvezza. E se i numeri mentono raramente, qui dicono una verità inconfutabile.
Da Fagioli a Fagiolic
Ma dove, come e quando Fagioli ha cambiato passo cambiando prima ancora testa? A livello di rendimento il segno (marcato) che delimita un pre e un post è rappresentato appunto dalla partita d'andata del Franchi contro l'Hellas, ma quello è stato partenza/arrivo di un processo più lungo, che parte la scorsa estate nel momento dell'investitura a regista da parte di Pioli, poi ribadita da Vanoli dopo l'esonero del tecnico emiliano e l'arrivo in panchina dell'allenatore varesino. Rifiutato con Pioli, Nicolò si è convinto che quello fosse il ruolo giusto per cominciare ad essere protagonista e se n'è fatto successivamente carico di fronte alla nuova richiesta: merito (uno dei) di Vanoli che l'ha arretrato di posizione, mettendogli due mediani a protezione nella fase d'impostazione e lasciandolo libero di scegliere tempi e modi per inserirsi in quella di ripartenza (vedi il gol a Verona).
Merito di Fagioli che avendo il calcio nella testa e nei piedi per benevola concessione di madre natura ha deciso di mettersi il mantello: e diventare Fagiolic.
