© ANSA Parisi, paura e abbracci: si teme la rottura del crociato
Ancora una volta Mandragora ci ha messo la firma, e che firma. Un bolide potente e preciso dal limite dell’area avversaria con cui ha raddoppiato il vantaggio di Ndour. Ieri la Fiorentina ha cambiato volto, vuoi per la leggerezza che non aveva mai vissuto nell’arco della stagione, vuoi per i demeriti dei padroni di casa, sta di fatto che ha dominato. Lo ha fatto grazie all’intraprendenza dei suoi interpreti, fra cui il classe 1997 che si è confermato efficace, concreto, incisivo. E anche parecchio qualitativo.
Il gol di Mandragora
Quel tiro disegnato col goniometro rappresenta alla perfezione la raffinatezza del suo mancino. Mandragora è diventato il terzo miglior marcatore stagionale della Fiorentina con 8 reti all'attivo. Meglio di lui hanno fatto Kean, a quota 9, e Gudmundsson, 10. Quindi due attaccanti, a cui per definizione spetta centrare la rete. Un po’ meno scontato per un centrocampista come l’ex Torino, che però anche quest’anno ha contribuito pesantemente alla produzione offensiva: in Serie A ha eguagliato il numero complessivo di gol segnati nelle due precedenti stagioni di campionato messe insieme (4 nel 2024/25 e 3 nel 2023/24). Motivo per cui è il secondo giocatore più impiegato della rosa assieme a De Gea, Ndour e Dodo (46 presenze).
Le condizioni di Parisi
La Fiorentina ripartirà dalle prodezze di Mandragora e dalla freschezza dei tanti calciatori italiani su cui ha scelto di puntare nel corso degli anni. Ad esempio Ndour, classe 2004, cresciuto tantissimo negli ultimi mesi. Il gol siglato all’Allianz Stadium ne è la conferma. La grande felicità per il rilancio di Parisi si è trasformata in grande apprensione: dopo mezz’ora di gioco il terzino si è infortunato al ginocchio e nella tarda mattinata di oggi raggiungerà Villa Stuart per accertare l’entità dell’infortunio. Si teme la rottura del crociato. In caso di conferma il professor Mariani lo opererà in direttissima. Tegola per la Fiorentina che rischia di perdere l'ex Empoli per diversi mesi.
Rugani ai saluti
Chi sta preparando le valigie è Rugani, il cui obbligo di riscatto è decaduto proprio ieri. Al difensore sarebbero servite due presenze da almeno 45 minuti l’una per attivare la conferma. Invece niente, farà ritorno alla Juventus. Infine il presidente Giuseppe Commisso e sua madre Catherine hanno voluto complimentarsi con dirigenza, staff e squadra, sottolineando «l’importanza di vincere su un campo storicamente difficile come quello bianconero. Adesso - il messaggio alla squadra - testa all’ultima partita in casa contro l’Atalanta».
